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OPEN DAY ALLA CASA DELLE DIACONESSE E ALL'ULIVETO - STRUTTURE DELLA DIACONIA VALDESE

 

Festa all’Uliveto
di Daniela Grill - RIFORMA.IT - 16 giugno 2017

Porte aperte alla struttura a Luserna San Giovanni sabato 17 e domenica 18 giugno. Concerti, animazioni per bambini, pasti da condividere e concorsi fotografici
Mantenendo la puntualità che la contraddistingue, ritorna la festa annuale dell’Uliveto, struttura educativo-assistenziale della Diaconia Valdese situata sulla collina di Luserna San Giovanni.
Sabato 17 e domenica 18 giugno l’Uliveto apre le porte a tutti coloro che hanno piacere di passare un week end in compagnia, all’insegna dell’allegria e del buon umore.
Il programma della due giorni prevede per sabato 17 alle 19,30 la cena africana per la quale è necessaria la prenotazione telefonando direttamente in struttura. Seguiranno i concerti del gruppo di percussioni I TambUli e del quartetto jazz Carlo Actis Dato Quartet: sassofoni, clarinetto basso, contrabbasso, batteria e percussioni.
Per domenica 18 giugno apertura dei banchetti alle 9,30 e culto con la chiesa valdese di San Giovanni. Verso le 11,30 aperitivo e pranzo, sempre su prenotazione, dal tema Cambia...Menti in cucina.
Anche quest’anno la festa dell’Uliveto sarà l’occasione per premiare i vincitori del concorso fotografico: le opere saranno esposte nel giardino dell’Uliveto. Il tema del concorso di quest’anno, dal titolo Cambia...Menti, era il tentativo di mettere in luce il punto di vista di ognuno di noi sui cambiamenti, le evoluzioni della realtà.
Domenica pomeriggio alle 15 saranno proposte diverse animazioni: giochi per bambini e bambine a cura della Bufficina, concerto della cover band AcoustiClef, servizio bar e estrazione dei premi della lotteria.
Una festa per tutti e tutte, grandi e piccine, per aprire le porte della grande casa dell’Uliveto all’esterno, con la possibilità di raccontarsi e farsi conoscere anche a chi non la frequenta e vive quotidianamente.

Torre Pellice, 14 giugno 2016 - Proseguono le feste delle strutture della Diaconia Valdese e, ad aprire le proprie porte, domenica 25 giugno, è la Casa delle Diaconesse di Torre Pellice (TO). Tema della giornata -  I colori nel mondo - è un invito a godere del parco della Casa con i suoi variopinti colori e della stessa struttura con i suoi ospiti e i lavori che hanno realizzato.

Si inizia alle 9 con l’apertura delle bancarelle e si entra nel vivo, alle 10.15, con la celebrazione del culto unico con la comunità di Torre Pellice a cura del pastore Marcello Salvaggio.

L’invitante menù del pranzo comunitario - in programma per le 12.30 – diventa un piacevole momento di condivisione e conoscenza.

Mentre la festa prosegue con l’esposizione di bancarelle di libri, oggettistica e manufatti, ad allietare il pomeriggio il gioco dei palloncini per i bambini, il bazar, la lotteria e molto altro...

Buona musica e tanta voglia di stare insieme per godersi la bellezza del giardino e l'accoglienza della Casa. 

Una festa per tutti, grandi e piccini, che apre le porte della Casa delle Diaconesse con la possibilità di raccontarsi anche a coloro che ancora non conoscono questa realtà. Per maggiori informazioni, telefonare allo 0121 952811, consultare il sito www.xsone.org o la pagina Fb – Casa delle Diaconesse / Fb - XSONE

Per maggiori informazioni, www.xsone.org o telefonare al 360 1027561

Casa delle Diaconesse, Viale Gilly, 7 0121 952811 Torre Pellice (TO) www.diaconiavaldese.org

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CICLO DI INCONTRI DI STUDIO BIBLICO SULLA RIFORMA PROTESTANTE

Con la chiesa valdese di San Secondo abbiamo pensato di proporre una serie di incontri su base mensile per tutto l’anno, mantenendo invariato il numero di incontri. Ci troveremo il secondo giovedì del mese alle ore 20,45 presso la Chiesa valdese di Pinerolo, via dei Mille. Vi aspettiamo!

Partendo dai testi biblici, approfondiremo alcuni argomenti tipici della fede protestante, per ricordare il quinto centenario della Riforma e per dare a tutti e a tutte l’occasione per riappropriarsi delle basi della propria fede... 

Gli incontri saranno guidati dai pastori Gianni Genre e Claudio Pasquet.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI:

Giovedì 13 ottobre 2016, Sola grazia: Dio ci ha salvati in Cristo. Senza chiederci nulla in cambio.

Giovedì 10 novembre 2016, Sola fede: La sola cosa che ci richiede è di credere e avere fiducia in Lui.

Giovedì 15 dicembre 2016, Sola Scrittura: La Parola come unica base su cui poggiano la fede e la chiesa.

Giovedì 12 gennaio 2017, Solo Cristo-A Dio solo la gloria: Il Signore Gesù, unico mediatore fra Dio e gli uomini, ma anche segno del grande amore di Dio per noi.

Giovedì 9 febbraio 2017, Il battesimo: Cristo ci ha lasciato un segno di speranza e di conversione.

Giovedì 9 marzo 2017, La Santa Cena: Cristo ci ha lasciato un segno di speranza e di vita eterna.

Giovedì 6 aprile 2017, Tutto in Assemblea: La chiesa si organizza nell’incontro fra i credenti.

Giovedì 11 maggio 2017, Tutti sacerdoti: Ma non è vero che tutti possono e devono fare tutto!

Giovedì 8 giugno 2017: Predestinati? Se Dio è onnipotente, allora tutto è già stabilito?

BIBBIA DI GUTENBERG

Roma (NEV), 18 febbraio 2017 – E’ online la Bibbia di Gutenberg. Il testo che aprì la strada alla Riforma protestante e alla diffusione del sapere attraverso la stampa è considerato tra i più importanti della storia d’Europa. A fine gennaio la Biblioteca nazionale francese (BNF) l’ha caricato sul suo sito web “Gallica”, rendendo ora consultabile al pubblico due esemplari (una in pergamena, l’altra su carta) in alta risoluzione.

Di copie come quelle rese disponibili dal sito della BNF ne rimangono solo quattro al mondo. Si tratta delle prime Bibbie stampate nel 1456, prodotte a Magonza nella tipografia di Johannes Gutenberg: di fatto, i primi libri creati in Occidente con la tecnica di stampa “a caratteri mobili”.

 

FORMAZIONE ADULTI

Chi sono i valdesi? In che cosa credono? Cosa significa essere protestanti? Come è organizzata la loro chiesa?

Riprendiamo gli incontri di formazione e di informazione per adulti a Pinerolo

Questi incontri sono destinati a coloro che desiderano avvicinarsi alla nostra chiesa e/o a saperne di più della fede cristiana di matrice protestante, o che sono semplicemente incuriositi dalla presenza in Italia delle chiese valdesi. Tutti e tutte sono dunque invitati a questi incontri informali dove cercheremo di conoscerci e di capire come rispondere alle vostre esigenze. Senza alcun impegno!

I temi degli incontri riguarderanno, come negli scorsi anni, la lettura e l’interpretazione dell’Antico e del Nuovo Testamento, un po’ di storia valdese e della Riforma protestante, domande sulla fede e sull’etica cristiana, l’organizzazione della Chiesa Valdese. Il tutto a partire dalle vostre domande. Coordina il pastore Genre. 

Gli incontri hanno luogo nel tempio valdese di Pinerolo, via dei Mille 1. Per informazioni rivolgersi al pastore Gianni Genre, ggenre@chiesavaldese.org.

 

GIUBILEO DELLA RIFORMA

Nasce il sito riformaprotestante2017.org

Roma (NEV), 6 aprile 2016 - Si intensificano in tutta Italia le iniziative che le chiese evangeliche del nostro paese propongono in vista del Cinquecentenario della Riforma protestante (1517-2017), le cui celebrazioni prenderanno ufficialmente il prossimo 31 ottobre. Per raccogliere e offrire una panoramica degli appuntamenti è stato lanciato il sito web riformaprotestante2017.org che offre anche informazioni su pubblicazioni e materiali collegati al Cinquecentenario. Il sito è stato realizzato dalla Commissione battista, metodista valdese e luterana che ha anche la responsabilità di organizzare alcuni eventi a livello nazionale, tra cui un happening a Milano nel week-end di Pentecoste 2017 il cui culto conclusivo verrà tramesso in eurovisione. Le stesse chiese hanno anche istituito una seconda commissione teologica che sta preparando un documento che verrà presentato in un evento pubblico il 3 dicembre.

 

DECENNALE DELLA NUOVA SCUOLA LATINA

Come è ormai consuetudine, per l’ultimo week-end di settembre la nostra associazione organizza le “Giornate” della Scuola Latina, dedicate a lingue minoritarie (venerdì 23 e sabato 24 settembre) e cultura materiale e locale (domenica 25 settembre). Quest’anno in particolare la domenica sarà dedicata al decennale dall’inaugurazione della “nuova” Scuola Latina, avvenuta nel settembre 2006.

Associazione “Amici della Scuola Latina”: Via Balziglia, 103 – 10063 Pomaretto (TO), Email:  scuolalatina@scuolalatina.it Sito web:  www.scuolalatina.it Pagina fb:  facebook.com/scuolalatina

 

NOTIZIE DA PRALIBRO 2016

di Paola Schellenbaum

DIBATTITI

Nel corso delle settimane, la libreria in alta quota di Pralibro quest’anno da evento letterario si è trasformata in una comunità di lettori e lettrici che hanno potuto partecipare al dibattito pubblico, cercando di riflettere sul futuro della cultura nel nostro territorio, in un tempio spesso pieno dove autori e lettori hanno dialogato. Non solo libri, ma idee, discussioni, analisi e proposte che hanno favorito un coinvolgimento crescente nel segno della partecipazione. Gli organizzatori (libreria Claudiana, libreria Ponte sulla Dora e chiesa valdese di Prali) sono stati intervistati dal TG3 Piemonte il 31 luglio in un bel servizio andato in onda nell’edizione della sera in cui, tra l’altro, con un commento del pastore Claudio Pasquet, si rilancia il bel motto: “La lettura crea indipendenza”, sentito pronunciare al Salone del libro di Torino. E sono proprio le note vicende del Salone del libro di Torino, di cui molto si è parlato sui giornali, che hanno dato lo spunto per organizzare un “fuori programma” (trasmesso da Radio Flash 97.6), coordinato da Maurizio Vivarelli e Rocco Pinto, domenica 31 luglio dopo il culto. Autori, autrici, lettori e lettrici, editori e librai in collegamento (tutti amici di Pralibro per esserci stati in passato o in questa edizione, tra cui Giuseppe Laterza e Marco Zapparoli) hanno cercato di capire meglio quali sono le questioni in ballo. Il dialogo con lettori e lettrici ha dunque permesso non solo di addentrarsi nelle vicende dello sdoppiamento del Salone del libro tra le città di Torino e Milano ma anche di interrogarsi su un evento che ha bisogno di una trasformazione legata però ad una crescita culturale, per allargare a tutto campo la promozione ed educazione alla lettura che coinvolga le nuove generazioni. Sarebbe un bel segnale per il futuro. Per questo è importante ci siano scuole e biblioteche, anche per evitare che un evento come il Salone del libro diventi solo una passerella di autori celebri con un occhio agli incassi.

È infatti necessario che gli aspetti commerciali e quelli culturali possano coniugarsi in un’offerta di qualità, in cui tematiche di rilievo possano trovare un’occasione di approfondimento, in un mondo sempre più complesso. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: dalla democrazia alle riforme istituzionali, dai diritti umani alla convivenza, dalla guerra alla crisi dei rifugiati, dal Mediterraneo alle nuove sfide dell’incontro tra culture e religioni, dalle famiglie alle nuove frontiere delle tecnologie e alle questioni di bioetica, dalla violenza di genere al reciproco rispetto, dal centro alle periferie per un nuovo modo di vivere la montagna, dalla disoccupazione giovanile alle nuove forme del lavoro, dalla Brexit alla costruzione di un’Europa dei cittadini: la cultura può giocare un ruolo cruciale nella crescita di ogni persona, a tutte le età. Come accade a Pralibro. Dialogare intorno a un buon libro crea comunità e genera responsabilità e speranza.

 

CONSIGLI DI LETTURE ESTIVE 

LE ALPI RIBELLI: STORIE DI MONTAGNA, RESISTENZA E UTOPIA, IL NUOVO LIBRO DI ENRICO CAMANNI, EDITORI LATERZA 2016

Paola Schellenbaum

Al Festival di Trento (http://2016.festivaleconomia.eu) ho trovato con sorpresa il nuovo libro di Enrico Camanni “Le Alpi ribelli. Storie di montagna, resistenza e utopia” (Laterza 2016) che era stato annunciato a Pralibro e che esplora luoghi e personaggi,  in un viaggio nel tempo lungo della storia e nello spazio dell’intero arco alpino: una sorta di cartografia del presente, storie memorabili che sono in parte poco conosciute, in parte già molto raccontate ma che ricevono da questa scrittura lieve e intensa una nuova luce, come se la polvere del passato si sollevasse all’improvviso e rivelasse tutta la sua feconda ispirazione per vedere le cose altrimenti.

È un libro prezioso, da leggere e rileggere. Il sottotitolo lega le storie con la resistenza e l’utopia e i lettori potranno ritrovare un caleidoscopio di vicende che sono collocate in un contesto più ampio, internazionale ed europeo (si fa cenno anche alla Carta di Chivasso). È uno sguardo necessario di questi tempi, anzi più che necessario. Perché le Alpi – contrariamente al senso comune – invece di essere una barriera, un confine per i respingimenti, sono state una frontiera permeabile, nonché un laboratorio di sperimentazione e di innovazione sociale, di qualità della vita, di smontaggio di stereotipi  che spesso rappresentavano la montagna in contrasto con la città, mondi separati e incomunicabili.

In questo libro c’è una visione che l’Autore ha già sviluppato in altri scritti e che porta a riconsiderare, sull’onda anche di una letteratura internazionale citata nell’introduzione, la diversità che esprime la montagna, forse un’utopia, che tenta di non cedere al consumismo delle pianure e che si fa voce critica e propositiva verso le derive del presente. E vuole farlo come progetto comune, pensando a tutte le aree decentrate e periferiche che in Italia sono numerose. Se ne è parlato giovedì 9 giugno alla presentazione del libro a Torino, presso la “Libreria La Montagna”, introdotta da Maurizio Dematteis, direttore di Dislivelli (http://www.dislivelli.eu) e a Pinerolo giovedì 16 giugno presso la “Libreria Volare” in cui l’Autore ha dialogato con Boris Zobel alla presenza di un folto pubblico. Sabato 16 luglio il libro viene presentato a "Una Torre di libri" a Torre Pellice alle ore 17,30.

Attraverso una scrittura coinvolgente ed un’architettura del testo che disvela il senso del libro, il lettore è accompagnato per mano lungo i sentieri della storia: dalle vicende di Fra Dolcino e Margherita, rievocate attraverso un dialogo con Tavo Burat, alle Pasque piemontesi e all’esilio di Gianavello che morì a Ginevra con i versi di John Milton nella mente, al Glorioso Rimpatrio di Henri Arnaud seguito dalla spinta evangelizzatrice a inizio Ottocento nel Queyras dove arrivò il ginevrino Felix Neff che aveva imparato il patois per dialogare con le popolazioni locali. Ma è il filo della memoria, che lega alcuni personaggi più recenti, a restituire ai luoghi una profondità che rivela una riappropriazione del paesaggio culturale attraverso le storie raccolte e narrate. Vi è un forte messaggio simbolico che traspare man mano che la lettura prosegue e si arricchisce di vicende che interessano tutto l’arco alpino. E poi la Resistenza: dalla mole di materiale, Enrico Camanni ha scelto alcuni episodi per rievocare la figura poco conosciuta di Giovanna Zangrandi – una scrittrice che divenne partigiana - oppure quella più nota di Nuto Revelli che – essendo sopravvissuto a due guerre – come studioso intellettuale e anticonformista, si interrogò a lungo sulle trasformazioni della montagna. Soprattutto a Pinerolo è stato messo in luce quanto la montagna abbia sofferto per lo spopolamento, anche se alcuni rimasero ad abitarci pur lavorando in fabbrica e adesso i loro figli inventano nuove attività: la via per uno sviluppo sostenibile è aperta anche se stenta a decollare, almeno da queste parti.

Nel libro si parla anche di Giorgio Diritti e del suo film “Il vento fa il suo giro” che offre un’analisi spietata delle relazioni tra gli abitanti e i forestieri. Sulla tragedia del Vajont vi sono pagine significative, seguite da altre pagine sulle forme di resistenza durante gli anni Settanta fino ad arrivare ai giorni nostri e al movimento No Tav con interviste che vogliono interrogarsi consapevolmente sui problemi e sulle proposte piuttosto che rimarcare contrapposizioni ideologiche.

È insomma un libro resiliente, che pone interrogativi su diverse questioni storiche e culturali, pur essendo molto godibile per il ritmo della narrazione: “le Alpi ci parlano di cose alte e ci esortano una volta ancora ad alzare gli occhi, ad aprire la mente per guardare oltre” si legge in conclusione e l’appuntamento per discuterne è domenica 31 luglio a Pralibro (http://www.pralibro.it).

 

LA COSCIENZA, ANZI LE COSCIENZE PROTESTANTI: UN LIBRO PROPOSTO DALLA FCEI (FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA)

Giuseppe Stilo - Il Vincolo, circolare della Chiesa valdese di Pinerolo - Pentecoste, n. 3/2016

Un libro sulla coscienza protestante! Un volume così non può che essere un libro a più voci (La coscienza protestante, a cura di E. Bein Ricco e D. Spini, Claudiana 2016). Ce lo spiega Elena Bein Ricco: nella storia del pensiero moderno l’idea di “coscienza” ha seguito un percorso. Sembrava che il trionfo della coscienza stesse in un filosofo  molto protestante come Kant, filosofo della sicurezza della coscienza e della ragione. Poi sono venuti pensatori come Nietzsche e Freud, e ancora altri, e quest’idea di coscienza “forte” si è affievolita. 

La coscienza oggi non è più una cosa scontata ma una possibilità che ci è offerta. Un po’ davvero come la fede, come la fiducia in Dio. 

Nel libro non vi sono voci all’unisono. E molte voci fra le coscienze protestanti sono diverse da quelle cui i valdesi sono abituati. Bene perciò che ci sia la voce di Carmine Napolitano, preside della Facoltà pentecostale di Scienze religiose di Aversa, che espone una linea differente da quella che giunge dalla Riforma di Lutero e Calvino (se si vuole un riferimento al Cinquecento bisogna pensare a un altro riformatore, Carlostadio). Una connotazione individuale della coscienza – più forte che nel resto della Riforma – in cui la coscienza si forma su un piano locale e in contesti “piccoli”. L’ottimismo della grazia di questo approccio, scrive Napolitano, non è affatto ottimismo sull’uomo, quello che a torto si rimproverava ai riformatori radicali del Cinquecento.  

Queste argomentazioni è bene che siano presenti.

In tutto ciò, il fatto è che per il Protestantesimo come lo hanno inteso i Riformatori - ricorda Sergio Rostagno -  è importante non mescolare fede ed opere – ossia ciò che facciamo e ciò in cui riponiamo la nostra speranza. Se no, rischiano la teologia o la logica, ma rischia pure la nostra coscienza e la possibilità di costruire una coscienza libera. 

La nostra coscienza, per quanto segnata da contraddizioni e oscurata dal peccato, e anche ciò che facciamo, non è che “dimostrino” la fede, la rendano visibile. Se desideriamo che la nostra coscienza non rischi sempre nuove trappole, deve essere attenta a non cercare di rendere visibile ciò che è invisibile per sua natura. 

La fede riguarda cose delle quali non vediamo… niente. Non è facile, ma - appunto - la coscienza che delinea la Riforma protestante non è gioco per bambini. È affare per grandi, come lo è la fede. 

E poi, anche se l’agire è necessario, l’altra distinzione che la Riforma chiede di mantenere netta è quella fra piano divino e piano umano. La nostra coscienza, la nostra scelta, è relativa e rimane immersa nella storia. Gli atti che facciamo sono nostri, non sono un “prolungamento” della volontà di Dio. Questa relatività non può che condurre in una direzione: decidere insieme, nei singoli casi, uno per uno, che cosa ci appare meglio. Così avremo l’indizio della nostra autonomia che Dio ci regala, e noi avremo il segno della sua autonomia da noi e dal nostro complicato agire in terra. 

 

LA MACCHINA FOTOGRAFICA DEL PASTORE

Alberto Corsani - Riforma.it 3 dicembre 2015

La guerra e la vita quotidiana a Villar Pellice nel libro di Federico Jahier

Un balzo all’indietro, fra ricordi e suggestioni di episodi sentiti raccontare, coinvolgeranno i presenti domenica 6 a Villar Pellice (ore 15,30 alla sala polivalente) con gli interventi del sindaco Lilia Garnier e di Marco Tumminello, presidente del Concistoro valdese, che affiancheranno Enrico e Federico Jahier nella presentazione del libro «La guerra nelle Valli valdesi» (Claudiana). Il sottotitolo, «I ricordi di un ragazzo e le immagini di un pastore fotografo», ci introduce alla dialettica fra le diverse generazioni qui rappresentate. Il fotografo, il pastore Roberto «Tini» Jahier, era nonno dell’autore del libro; il ragazzo è Enrico, padre di Federico e figlio del pastore.

Roberto Jahier fu pastore a Villar Pellice negli anni della guerra, e ne conobbe le ferite non rimarginabili. Enrico ha 13 anni nel 1944, quando, il 5 agosto, Willy Jervis viene fucilato con alcuni compagni, e il suo corpo viene impiccato sulla piazza del paese. È questo il più drammatico fra gli eventi narrati, ed è collocato in apertura del volume. Un salto in medias res, dopo il quale possiamo con più tranquillità rivivere o venire a conoscere altri episodi, pur carichi di fascino e d’avventura, come quando Enrico accompagna Jacopo Lombardini a Pertusel, una delle più alte e incantevoli borgate di Villar Pellice; ma ve ne sono anche di divertenti.

Spicca il resoconto dell’attività fotografica «ufficiale» del pastore, chiamato a realizzare le fototessera per i permessi di transito da Torre Pellice verso l’alta valle. Per risparmiare sulle «lastre» fotografiche, più persone venivano fatte sistemare sullo sfondo bianco di un muro o di un lenzuolo, e poi i volti di ognuno venivano ritagliati sulla stampa.

Insomma è un piccolo mondo che rivive, senza nostalgie né rimpianti: ma per capire come dalle storie vissute sulla pelle si possa sempre fare esperienza. Due considerazioni vanno fatte, tuttavia, sui linguaggi di cui vive il libro. La prima: il libro è un intreccio fra linguaggio parlato, memoria e foto. Ora, i ricordi di Enrico Jahier sono stati meditati e metabolizzati negli anni: in ultimo con il figlio, pensiamo in lunghe conversazioni, per la realizzazione del volume. Una rielaborazione continua, dunque, che le foto non conoscono: le foto sono istanti catturati lungo flusso del tempo, e resi immutabili dal materiale chimico. Quello che appariva allora, appare anche adesso. Il fascino dell’operazione deriva allora proprio dal dialogo tra la memoria che ragiona su se stessa – e ripensa, e aggiunge, e considera e riconsidera a distanza di anni – e la foto che resta se stessa, e che proprio per questo costringe a pensare e ripensare i fatti di allora.

Ma poi c’è il valore delle foto in se stesse, e questa è la seconda considerazione. Tanti hanno scritto testimonianze sulla guerra, o sulla ritirata di Russia, o sulla deportazione e la shoah; ma non tutti i loro scritti hanno il valore di quelli di Primo Levi o di Mario Rigoni Stern. Ecco, le 107 foto di Roberto Jahier hanno una vita propria perché il loro autore aveva l’istinto del fotografo e fa parlare persone, animali, edifici, oggetti e paesaggi come fosse oggi, proprio perché colse lo spirito di allora. Nel suo nitidissimo bianco e nero, asseconda le luci della giornata con calma (questo almeno si evince dai soggetti raffigurati), e per questo si immerge senza riserve nell’ambiente e fra le persone, con totale adesione umana. Ne scaturiscono bellissime foto, che non sono solo un mero documento di un’epoca passata. Che le si scorra lungo le pagine del libro o che si partecipi a una presentazione con proiezioni, su chiunque eserciteranno il loro fascino.

* Federico Jahier, «La guerra nelle Valli valdesi. I ricordi di un ragazzo e le immagini di un pastore fotografo», prefazione di Gianni Genre; fotografie di Roberto «Tini» Jahier. Torino, Claudiana, 2015, pp. 96, euro, 12,50.

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Ricordiamo con affetto la scrittrice MARINA JARRE che è morta a Torino il 3 luglio 2016 all’età di 90 anni. Autrice di «Ascanio e Margherita», verrà riproposto dalla Claudiana in autunno. Con Claudiana Marina Jarre ha pubblicato:

Marina JARRE, Cattolici sì, ma nuovi 109 pp., 11,90 euro. In offerta sul sito Claudiana a 10,12 euro fino al 31 luglio

Link al sito: http://goo.gl/AjU4hJ

Link del saggio: http://goo.gl/y1Gqnv

Link rassegna stampa:

http://media.claudiana.it/rassegna_stampa/allegati/20141221_repubblica.pdf

  

Marina JARRE, Renzo SICCO,  Fuochi. Prefazione di Gisella BEIN 95 pp., 9,90 euro. In offerta sul sito Claudiana a 8,42 euro fino al 31 luglio

Link al sito: http://goo.gl/5fNwKM

Link del saggio: http://goo.gl/CZ00iP

Link dell’indice: http://goo.gl/TZ9z2z

 

Marina JARRE, Neve in Val d’Angrogna. Cronache di un ritorno 148 pp., 12,90 euro. In offerta sul sito Claudiana a 10,97 euro fino al 31 luglio

Link al sito: http://goo.gl/Agm6t0

Link del saggio: http://goo.gl/vKbuHM

Fulvio FERRARIO, Il futuro della Riforma, 195 pp., 14,90 euro in offerta 15x15 a 12,67 euro fino al 5 settembre

L'avvicinarsi del cinquecentesimo anniversario della Riforma - il cui inizio è convenzionalmente fatto risalire all'affissione delle 95 tesi di Lutero a Wittenberg - è per il teologo Fulvio Ferrario l'occasione per ripensare il fondamento della Riforma, interrogandoci su ciò che le chiese protestanti hanno ancora da dire nel presente. «Questo testo è scritto nella fiducia che la Riforma abbia un futuro, perché ce l'ha il Cristo che essa testimonia» Fulvio Ferrario.

Link al sito: http://goo.gl/GxmOId

Link al saggio: http://goo.gl/l1wgH8

Link all'indice: http://goo.gl/pEkuXD

 

Sergio ROSTAGNO, Doctor Martinus. Studi sulla Riforma, pp 253, euro 19,50

Il rapporto tra la fede e le opere costituisce il cuore di questa narrazione, che contribuisce a gettare uno sguardo nuovo sul monaco agostiniano iniziatore della Riforma protestante. Lutero include infatti le opere nella fede, dando loro una dignità che le esclude dal mero mercanteggiamento moralistico. «Resta nella fede, che ti dà Cristo: qui tu hai infinitamente più che abbastanza; e nella carità, che dà te al prossimo: qui tu da fare ne troverai talmente da essere infinitamente troppo poco» Martin Lutero.

Link al sito: http://goo.gl/8UXC0G

Link al saggio: http://goo.gl/hCCfZa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





jpg 25 giugno - Open Day Casa delle diaconesse