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CREDENTI CONTRO IL RAZZISMO

 

Condanna di ogni azione di xenofobia e razzismo da parte del mondo evangelico italiano e iniziative di sensibilizzazione ed educazione

Roma, 5 febbraio 2018 (NEV/CS08) – I fatti sono noti: Luca Traini, la mattina del 3 febbraio a Macerata ha sparato oltre venti colpi di pistola da un’auto in corsa puntandola deliberatamente contro persone di origine africana. Il bilancio è di sei feriti, cinque uomini e una donna. “La Bibbia ci chiede: ‘Dov’è il tuo fratello?’. Di fronte ai fatti di Macerata non possiamo girarci dall’altra parte o minimizzare l’accaduto e tanto meno cambiare tema discutendo di immigrazione regolare o irregolare”, è l’opinione del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca Maria Negro, che così prosegue: “Dov’è il nostro fratello? Perché è in ospedale ferito da un’arma da fuoco? Perché qualcuno gli ha sparato in un macabro Luna Park? Sono queste le domande che, da cristiani evangelici, poniamo a noi stessi e a questa Italia che si divide in un momento in cui dovremmo essere uniti nella solidarietà ai feriti e nella condanna – senza se e senza ma – della xenofobia e del razzismo. Un impegno tanto più convinto – conclude Negro – nell’anno in cui ricordiamo i cinquant’anni dall’assassinio del pastore battista Martin Luther King e la sua lotta per i diritti civili degli afroamericani e per il superamento della segregazione e del razzismo”.

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Roma (NEV), 5 febbraio 2018 – Si è tenuta questa mattina a Roma la conferenza stampa di presentazione del convegno del 10 marzo a Monteleone di Puglia, in occasione del quale verrà consegnato a Bernice Albertine King, figlia del pastore afroamericano Martin Luther King, il Premio internazionale per le donne impegnate per la nonviolenza e la pace. Alla cerimonia di consegna saranno presenti rappresentanti evangelici. Nel 2018 ricorrono i 50 anni dall’assassinio del pastore battista e attivista per i diritti civili M. L. King, premio Nobel per la pace, ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis (USA). Ricorrono inoltre i 70 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, nonché i 40 anni dalla fondazione del Comitato interministeriale per i diritti umani (CIDU), costituito nell’anno della ratifica della Convenzione per i diritti politici, “architrave del diritto internazionale” come definita durante la conferenza dal presidente Min. Plen. Fabrizio Petri, che ha sottolineato l’importanza dell’empowerment femminile per la pace e la sicurezza, citando la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW).

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Esiste un'unica razza, ed è quella umana
di Paola Schellenbaum - Riforma.it - 22 gennaio 2018
Tre libri per chiararsi le idee su un concetto abusato e fuorviante

Tutto avremmo sperato, fuorché ricordare il Settantesimo della Costituzione attraverso la recente dichiarazione del candidato di centro-destra alle elezioni regionali in Lombardia, Attilio Fontana, che ha parlato di «razza bianca», in riferimento alla questione migratoria, e che per difendersi il giorno dopo ha tirato in ballo la Costituzione. È davvero scandaloso come trovata per far parlare di sé, invelenendo il dibattito e creando una confusione di cui davvero non c’era bisogno.
Vi sono diversi problemi. Il primo e più evidente è l’ennesimo tentativo di strumentalizzare a fini elettorali il fenomeno migratorio per scatenare ondate di rifiuto e di paura rispetto non più all’invasione ma a qualcosa di più profondo, ossia il meticciato generato dall’inclusione, la mescolanza di sangue e di geni, fino ad arrivare a ipotizzare la perdita di identità nazionale a causa appunto del massiccio arrivo di stranieri. Che, detto per inciso, fanno più figli degli italiani e assistono i nostri anziani. Discorsi da bar, eppure ce li sentiamo ripetere in Tv e sui giornali. E allora è davvero necessario trovare buone letture.
È appena uscito un bel libro, Storia mondiale dell’Italia (Laterza 2017), che pagina dopo pagina – ne contiene circa 800 ma può essere letto anche in modo frammentario – documenta come invece l’identità italiana sia proprio frutto della mescolanza e dell’incontro di popoli e culture diverse e che utilizzare termini come «radici» rinvia a un discorso razzista che infatti avvertiamo dilagare nella nostra società. Ripercorrere tanti eventi in un’ottica mondiale significa dunque mettere in risalto proprio questi incontri che hanno lasciato traccia nella cultura, nell’arte, nell’economia e nella società. È una storia sorprendente che può arricchire il discorso comune per contrastare quanto di più velenoso vi sia nel discorso pubblico: il tema della razza.
Secondo aspetto, i termini hanno una storia, e diverse lingue utilizzano parole diverse per rendere concetti simili. Anche questo aiuta a relativizzare: la parola razza ha tantissimi significati e dipende dal contesto della frase. Così nella lingua inglese esiste il termine race ancora in uso, che si utilizza anche quando ci si voglia riferire alle relazioni tra persone diverse, e si parla di race relations con un accento sugli aspetti biologici; ma questo termine è anche affiancato da un altro, ethnicity e dal conseguente interethnic relations quando si voglia mettere l’accento sull’interazione delle differenze culturali e sociali che sono al tempo stesso una barriera ma anche un’occasione di confronto e di condivisione. Insomma, una pluralità di espressioni per rendere la complessità dell’intercultura, anche se le scienze sociali hanno da tempo confutato l’esistenza di razze umane. Le differenze umane sono cioè più ampie di quelle che possono essere espresse con il termine «razza»: non è possibile definire dei gruppi umani biologicamente differenti.
Nel 1952 l’antropologo Lévi Strauss scrisse un piccolo libro intitolato Razza e storia (Einaudi 2002), che può considerarsi un manifesto antirazzista nelle cui pagine si analizzavano le difficoltà che derivano dall’etnocentrismo e dai pregiudizi che spesso offuscano la dignità di ogni essere umano e di ogni cultura: esiste una sola razza ed è quella umana. Vi fu discussione quando uscì, vorremmo che se ne continuasse a discutere proprio per sviluppare quegli anticorpi che sembrano sempre più necessari.
Recentemente, un libro frutto della collaborazione di diversi studiosi, Contro il razzismo (Einaudi 2016) ha messo in evidenza quanto sia pericoloso parlare di razze e quanto la riflessione scientifica incoraggi una revisione critica nella genetica, nell’antropologia, nell’analisi linguistica, nella violenza istituzionale. Il dibattito tra gli studiosi ha anche ipotizzato di modificare la Costituzione laddove si cita la parola «razza» in quell’articolo 3 che è contro la discriminazione.
Il «Manifesto della razza» che introdusse le leggi razziali fasciste venne scritto ottant’anni fa, un testo aberrante, contro il quale i costituenti presero una posizione netta. A pensarci bene, sostituire quel termine nella Costituzione ci renderebbe la memoria corta e sarebbe meno efficace in un paese dove quella parola circola ancora a sproposito. Occorre sempre e di nuovo prendere posizione contro la discriminazione razziale per affermare valori di giustizia, libertà e eguaglianza. E sperare che nella prossima legislatura si possa approvare lo ius soli et culturae.

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Giornata della memoria 2018. I protestanti italiani esprimono vicinanza alle comunità ebraiche

Il presidente FCEI, pastore Luca Maria Negro, scrive alla presidente dell’Unione delle comunità ebraiche, Noemi Di Segni

Roma, 24 gennaio 2018 (NEV/CS04) – In una lettera inviata oggi, il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca Maria Negro, ha voluto esprimere la profonda vicinanza spirituale alla presidente dell’Unione delle comunità ebraiche (UCEI), Noemi Di Segni.


“La Giornata della memoria di quest’anno si colloca nell’ambito di tre ricorrenze che parlano alle nostre coscienze” scrive il pastore Negro, riferendosi all’ottantesimo della promulgazione delle leggi razziali nel 1938 come “uno dei momenti più bui e vergognosi della storia del nostro Paese”.

Inoltre, ai 70 anni della Costituzione della Repubblica italiana, nata “dalle ceneri e dal ripudio della storia precedente; nonché ai 170 anni dalla concessione dei diritti civili a valdesi e ebrei da parte di re Carlo Alberto nel 1848 con le “Lettere Patenti”.

“Crediamo che il Giorno della memoria di quest’anno sia anche occasione per riaffermare i valori fondamentali della nostra Carta costituzionale, soprattutto in un momento in cui nell’ambito pubblico e politico c’è chi lancia appelli a difesa della ‘razza bianca’ usando termini che ci fanno ripiombare nel buio del passato e che preoccupano per la leggerezza e la disinvoltura con cui vengono utilizzati”.

Riferendosi alle “Lettere Patenti” Negro sottolinea: “Questo ricordo unisce le comunità protestanti ed ebraiche che vivono in Italia come minoranze che hanno subito in passato discriminazioni e persecuzioni, sebbene con valenze diverse”.

Il messaggio si conclude ribadendo l’amicizia che lega le due comunità di fede attraverso “la storia passata, l’impegno per l’affermazione dei diritti costituzionali nel nostro paese e la fede comune nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe”.

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI (SPUC) 

La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è nel periodo 18-25 gennaio e ogni anno cambia il versetto per la riflessione biblica. I testi vengono congiuntamente preparati e pubblicati dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. I testi per tutto l’anno vengono tradotti dalla Società biblica in Italia. Il fascicolo contiene: la presentazione del comitato interconfessionale italiano; le schede per la liturgia della Settimana; i testi biblici completi delle letture della Settimana; la scheda informativa sull’Alleanza Biblica Universale e la Società Biblica in Italia.

18-25 gennaio 2018

SPUC/Ecumenismo. La liberazione il tema della Settimana di preghiera per l'unità 2018.

Giovedì 18-25 gennaio, Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (Spuc). Tema di quest’anno: “Potente è la tua mano, Signore” (Esodo 15, 6). Sul sito www.societabiblica.eu si trova il testo del libretto in italiano.

Venerdì 19 gennaio, ore 20.45 celebrazione ecumenica per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nella parrocchia del Verano di Abbadia Alpina. Quest’anno brevi meditazioni saranno a cura di del prete ortodosso Ghizila, di Mons. Olivero e del past. Genre. Vi sarà anche la partecipazione di giovani delle diverse confessioni, compreso il nostro gruppo di giovai pinerolesi.

Sabato 20 gennaio, ore 15.00 passeggiata ecumenica con ritrovo davanti al Duomo. La visita al tempio valdese avverrà verso le ore 16. Si proseguirà con la visita alla chiesa ortodossa di Santo Stefano il Grande dove si potrà partecipare ai Vespri ortodossi.

Domenica 21 gennaio, ore 16.00 celebrazione ecumenica a Saluzzo (chiesa di San Nicola) in occasione della SPUC. Partecipano il prete ortodosso, il pastore Gianni Genre, il vescovo, mons. Cristiano Bono.


Domenica 21 gennaio, ore 18.00 predicazione del pastore Gianni Genre in Duomo a Pinerolo durante la messa domenicale presieduta da Mons. Olivero.

Venerdì 26 gennaio, ore 20.30 a Villar Perosa  incontro con il pastore William Jourdan sul fine vita con discussione del documento “È la fine, per me l’inizio della vita”,  organizzato dal 2° Circuito.

Venerdì 26 gennaio, ore 20.45 ancora nell’ambito della SPUC, presso il nostro tempio, avrà luogo il concerto del Coro di San Pancrazio di Pianezza. Direttore Bruno Bergamini, all’organo Aldo Bergamini. In programma musiche medievali, di W.A. Mozart, Benedetto Marcello, J. Waltehr, J. S. Bach. Un percorso attraverso i testi religiosi ed il canto sacro che dal mottetto e dalla lauda medievale, ci portano, attraverso la Riforma di Lutero, fino ad autori barocchi e classici.

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Chiese cristiane del mondo insieme per contrastare xenofobia e populismi

Roma (NEV), 18 dicembre 2017 – Il tema della xenofobia, del razzismo e del populismo saranno al centro di una Conferenza mondiale in agenda dal 21 al 24 maggio 2018 promossa da gran parte della cristianità globale. I rappresentanti del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), organismo mondiale con sede a Ginevra (Svizzera) che raccoglie chiese protestanti, anglicane ed ortodosse nei 5 continenti, e del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale si sono incontrati venerdì scorso in Vaticano per tracciarne il programma e le priorità. E’ ancora da definire il luogo dove si terrà la Conferenza mondiale, ma ne è chiaro lo scopo: esaminare, in modo autocritico, cosa le chiese possono fare insieme al fine di contrastare atteggiamenti xenofobi e populisti, promuovendo pratiche nuove, fondate sul rispetto per la dignità di ogni essere umano e sulla possibilità del vivere insieme.

In una intervista rilasciata all’Agenzia SIR, il segretario generale del CEC, pastore Olav Fykse Tveit, ha precisato: “Vogliamo dire innanzitutto che le chiese, tutte le chiese, hanno un fondamento che ci accomuna, ed è la fede in Dio che ha creato ogni essere umano a sua immagine. E questo ci spinge tutti a lavorare perché ovunque sia rispettata la dignità e il rispetto di ogni uomo. Ma dobbiamo essere onesti e realisti e vedere che ci sono cambiamenti in atto, di tipo demografico, migratorio, culturale, mediatico… che ci pongono di fronte a nuove sfide e a nuovi atteggiamenti. In questo contesto le chiese non possono accontentarsi di rimanere sulla superficie ma devono essere in grado di scendere in profondità, capire dal di dentro i cambiamenti e le ragioni che li hanno generati”. L’idea è quella di partire dall’esperienza e dalle iniziative di accoglienza e solidarietà promosse dalle chiese per arrivare a fare proposte concrete alla comunità internazionale, agli Stati e, quindi, ai responsabili politici.

La Conferenza si concluderà con un messaggio e un appello sulla cooperazione internazionale che veda impegnati insieme Stati, religioni e chiese.

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A Pinerolo

Sabato 11 alle ore 11, presso la Libreria Volare, presentazione del libro di Mons. Olivero “Riprendiamoci la vita”. Diaologa con l’autore il past. Gianni Genre

Martedì 31 ottobre, ore 20,30 Fiaccolata con partenza dal tempio valdese di Pinerolo, via Diaz. Alle ore 21 Concerto delle Corali valdesi in Duomo.

Domenica 5 novembre, al culto domenicale, ore 10, la nostra chiesa intende salutare con riconoscenza mons. Debernardi, che ha lasciato la guida della Diocesi di Pinerolo, per l’impegno ecumenico che ha sempre dimostrato.

Al culto, presieduto dal past. Genre, mons. Debernardi terrà la predicazione e parteciperà anche il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini. Subito dopo il culto è previsto un aperitivo fraterno.

Siamo tutte e tutti invitati!

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Tutte le corali in Duomo a Pinerolo
Concerto conclusivo per i festeggiamenti dei Cinquecento anni della Riforma

Paola Schellenbaum - Riforma n. 43 - 10 novembre 2017

In un Duomo gremito, martedì 31 ottobre a Pinerolo, abbiamo festeggiato il Cinquecentenario della Riforma protestante con un lungo e articolato concerto delle Corali valdesi, introdotto da un corteo che ha intonato inni di gioia e di ringraziamento lungo il cammino.

All’entrata in Duomo il corteo portava uno striscione e i cinque «Sola» della Riforma sono poi risuonati durante la serata. Le Corali hanno attinto a un repertorio conosciuto dei canti della Riforma, ma interpretati in modo nuovo, segno di una ricerca vocale e musicale attenta che è essa stessa testimonianza, perché cantare è pregare due volte come soleva dire Lutero. Un repertorio classico che è giunto fino agli spiritual afro-americani, un itinerario di fede e preghiera attraverso una storia comune. Nei saluti iniziali, il pastore Marcello Salvaggio ha rivolto un caloroso benvenuto alla tanta gente che ancora entrava in Duomo, come per le grandi occasioni, mentre il nuovo vescovo di Pinerolo Derio Olivero ha offerto una breve meditazione sull’arte della musica come dialogo a cui siamo invitati in questo nuovo cammino che ha radici lontane: Pinerolo è un laboratorio ecumenico da molti anni.
Perché un concerto a chiusura di un anno con tante iniziative ecumeniche in questo territorio? Perché la musica e il canto per i riformati sono sempre stati il più alto momento di testimonianza, di lode e di ringraziamento al Signore, anche – e forse proprio – nei momenti di grande difficoltà.

Come ha ricordato nell’introduzione il pastore Sergio Manna, alcuni inni sono stati composti nella persecuzione o in guerra o in condizioni difficili, ma lode e ringraziamento si innalzano a Dio che non abbandona il suo popolo, che è fonte di speranza e di perseveranza.
Poterlo testimoniare ancora una volta, facendo memoria della storia ma guardando all’avvenire, è stato motivo di gioia profonda, per il dialogo e l’amicizia fraterna che lega cattolici e valdesi in questo territorio: è un messaggio di speranza da lanciare al mondo intero segnato ancora da guerre e conflitti, da violenze e difficoltà. Eppure, la pace del Signore e il suo regno si avvicinano, ogni volta che a Lui si rende lode.

Le Corali riunite hanno cantato in apertura e a metà percorso, intonando «Ascoltami popolo mio», un’antica Complainte valdese. Il concerto è terminato con una preghiera ecumenica a cura del pastore Gianni Genre seguita dall’inno 45, «La forte rocca», che è risuonato potente dalle voci delle Corali riunite: parole e musica hanno riempito il Duomo, per un momento luogo di comunione profonda intorno alla Parola cantata, nel giorno del Cinquecentenario. Che adesso si apra un nuovo cammino di speranza e di testimonianza ecumenica. E domenica 5 novembre il vescovo emerito di Pinerolo, mons. Piergiorgio Debernardi, ha predicato nel tempio valdese durante il culto dove abbiamo avuto modo di esprimere il nostro ringraziamento al Signore per gli anni passati insieme.

Nuove parole per dire la forza della resurrezione

di Alberto Corsani - Riforma.it - 2 novembre 2017

A colloquio con Derio Olivero, da poche settimane nuovo vescovo della diocesi di Pinerolo
La diocesi di Pinerolo , ha il suo nuovo vescovo. Derio Olivero, 56 anni, è stato insediato il 18 ottobre, una settimana dopo l’ordinazione ricevuta a Fossano, dove da alcuni anni era vicario generale. Lo abbiamo incontrato alcuni giorni dopo, per chiarirci con lui, già docente di Teologia pastorale e autore di diverse pubblicazioni, quali siano le difficoltà delle Chiese (tutte) nel rivolgersi alla società e alla cultura di oggi.

Sugli stampati delle due cerimonie (ordinazione e insediamento), lei ha fatto riprodurre due frasi di Dietrich Bonhoeffer: perché?

«La Chiesa cattolica ha avuto una grande storia, dal ‘500 fino al Concilio Vaticano II, che si basava su una forte istituzione; su una sana dottrina; e su una retta moralità, ma il mondo è cambiato e oggi la dottrina di per sé è diventata muta, vuota, astratta: abbiamo bisogno di esistenza che parli, la testimonianza parla più della dottrina. La riflessione è fondamentale ma, mentre la teologia è progredita, la dottrina cattolica è rimasta molto “catechistica”, e dunque formale e astratta. Noi dobbiamo uscire da quel formale e astratto, e una strada è quella della testimonianza, di cui è esempio papa Francesco. Ciò non significa negare la dottrina, ma fermarsi a dottrina e legge morale significa dividere gli esseri tra chi è dentro e chi fuori, e oggi non è tempo per dividere. Una delle questioni più serie è riscoprire la valenza antropologica della fede: non abbiamo più parole per dire quale potenza vitale ha il cristianesimo, quali parole concrete ha rispetto alla vita. Per dire la valenza antropologica della fede: non basta dire, come una formula, Gesù ti ha salvato, Gesù è risorto; bisogna saper spiegare la potenza della risurrezione».

Per continuare a leggere l’intervista: clicca qui

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Fondazione Luigi Firpo - Società di Studi Valdesi


MOSTRA ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE

È ospitata presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino dal 31 ottobre al 30 novembre 2017 la mostra «Lutero, la Riforma, l’Italia».

31 ottobre - 30 novembre | 10:00 - 18:00
Piazza Carlo Alberto, 3 Torino, Italia


La mostra è promossa dal Comitato per il quinto centenario della Riforma protestante e organizzata dalla Fondazione Luigi Firpo – Centro di Studi sul Pensiero Politico Onlus con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e l’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria.
Un’occasione per ripensare le travagliate origini di quel pluralismo religioso dal quale, nonostante la strenua opposizione dei teologi di tutte le confessioni, sarebbero infine scaturite alcune delle più rilevanti conquiste della civiltà europea: la tolleranza, la libertà religiosa e poi quella politica, la laicità delle istituzioni pubbliche, i diritti dell’uomo. 

Orari di apertura: lunedì-venerdì 10.00-18.00 sabato 10.00-13.00. Ingresso libero. Visite guidate gratuite su prenotazione.

Ai margini della mostra è previsto un ciclo di conferenze presso l’Auditorium Vivaldi, piazza Carlo Alberto, 5
Lunedì 6 novembre 2017 ore 17:
 La crisi dell’istituzione ecclesiastica fra Quattro e Cinquecento (Massimo Firpo)
Martedì 14 novembre 2017 ore 17:
 Il giovane Lutero (Massimo Firpo)
Martedì 21 novembre 2017 ore 17:
 La Riforma al cinema e nelle serie televisive (Eleonora Belligni)
Martedì 28 novembre 2017 ore 17:
 Gli eretici piemontesi nell’Europa del Cinquecento (Luca Addante).
 
Per ulteriori informazioni: segreteria, www.fondazionefirpo.it

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A Torre Pellice - Città della Riforma Protestante
LUTERO E LA RIFORMA
ATTRAVERSO LE EDIZIONI DEL CINQUECENTO
DELLA BIBLIOTECA VALDESE

Fondazione Centro culturale valdese, via Beckwith 3 – Torre Pellice
20 maggio alle ore 16:00, con visita guidata.
Mostra aperta dal 20 maggio al 30 giugno e dal 5 agosto al 3 settembre 2017
(9 giugno ore 16:30 conferenza di presentazione)

In collaborazione con il Comune e con la Chiesa valdese di Torre Pellice
durante l'inaugurazione verrà ufficializzato il riconoscimento dato a Torre Pellice di Città europea della Riforma

Riforma500. “Orizzonti di libertà”: la dichiarazione dei protestanti italiani

La dichiarazione congiunta elaborata dalle chiese evangeliche in occasione delle celebrazioni per il Cinquecentenario della Riforma è stata letta all’inizio del culto solenne di Pentecoste svoltosi al Teatro Dal Verme di Milano

Roma (NEV), 5 giugno 2017 – “Orizzonti di libertà”: questo il titolo del documento congiunto delle chiese evangeliche italiane, reso noto sabato scorso, nel quadro dei festeggiamenti in occasione dei 500 anni dalla Riforma protestante, e letto in apertura del culto solenne di Pentecoste, svoltosi a Milano presso il Teatro Comunale Dal Verme.

Il documento teologico è articolato in 7 punti, e mette l’accento sulla testimonianza della Parola biblica oggi. Di seguito il teso integrale del documento.

Galleria di imagini: https://www.dropbox.com/sh/fcyu3vy4pi8isd8/AAAefZ06AGI8DcBWphLqjWdxa?dl=0&preview=IMGP1462.JPG

Orizzonti di libertà

La ricorrenza del quinto centenario della Riforma protestante, che nel 2017 si ricorda in ogni parte del mondo, è l’occasione per tutte le chiese di proclamare Gesù Cristo quale Evangelo del perdono gratuito di Dio.
L’Evangelo è l’annuncio della libera grazia di Dio che dona alle donne e agli uomini, nonostante le loro mancanze, il coraggio di intraprendere con gioia e fiducia il cammino della fede, della speranza e dell’amore.
La Riforma afferma che la Parola di Dio viene prima di qualunque parola umana e che essa è accessibile a tutti mediante la predicazione, l’ascolto, la lettura, l’insegnamento e l’alfabetizzazione biblica.
Noi, cristiani evangelici, figlie e figli della Riforma protestante e di coloro che nello stesso spirito l’hanno preceduta e seguita, riconosciamo la necessità di convertire costantemente la nostra vita personale e le nostre chiese per mezzo del messaggio biblico, reso vivo dalla potenza dello Spirito Santo, che chiama alla libertà, alla responsabilità e alla testimonianza.
Noi guardiamo con gratitudine alla testimonianza evangelica nel nostro Paese di quelle donne e quegli uomini che nel passato hanno dato la propria vita per essere discepoli coerenti e testimoni fedeli dell’Evangelo.
Noi ci impegniamo, con l’aiuto di Dio e in una rinnovata comunione ecumenica, a predicare l’Evangelo, a denunciare ogni tipo di ingiustizia, a consolare chi soffre e accogliere chi è emarginato o discriminato.
Noi, chiese evangeliche di diverse tradizioni, rendiamo grazie a Dio per averci condotto oggi a superare le tragiche divisioni del passato per testimoniare e condividere con gioia la fede comune in Gesù Cristo, nella consapevolezza che “col corpo e con l’anima, in vita e in morte, non sono mio, ma appartengo al mio fedele Salvatore, Gesù Cristo” (Catechismo di Heidelberg, domanda 1).
Milano, 3 giugno 2017

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CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO I PREGIUDIZI REALIZZATA CON I FONDI DELL'OTTO PER MILLE VALDESE

Oltre i pregiudizi, contro tutte le discriminazioni. Una campagna finanziata dall’otto per mille della Chiesa valdese per costruire un immaginario positivo della diversità

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#oltreipregiudizi

 

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IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE, Editori Laterza 2016

di Paola Schellenbaum

In questi giorni si riflette sul rapporto tra violenza e genere, ossia quella costruzione culturale che rappresenta le donne, ma anche le persone deboli, fragili e diverse, in base alla discriminazione e all’insegna del possesso e della mancata crescita nell’autonomia e nella interdipendenza che permetta la piena espressione della propria personalità. Ma cos’è dunque il genere? Perché in alcuni territori è diventato un tabù tanto da non poterne parlare in pubblico? Perché invece in altri territori si continua a pensare che è meglio parlarne, nella consapevolezza che il dibattito e il confronto su queste tematiche è e rimarrà sempre aperto, mai definitivo, mai conclusivo? Spesso non ci si ricorda che il gender, come viene definito a partire da un termine inglese,  ha una storia nelle scienze sociali e umane - in antropologia culturale in particolare - che mira a smontare stereotipi e pregiudizi, a mettere in luce le strutture patriarcali delle società e delle culture e le relazioni di dominio, di disuguaglianza e di sopraffazione dei più forti contro i più deboli. È un lungo percorso che si è articolato a partire dagli anni Settanta e che interessa ormai diversi ambiti di ricerca e di riflessione.

Come smontare  stereotipi e pregiudizi di genere fin dall’adolescenza e attraverso le generazioni? Perché – come sappiamo – i pregiudizi ci accompagnano fin dall’infanzia e raccontano – anche indirettamente – gli ambiti più diversi della vita quotidiana intessuta di relazioni fino a creare un’idea di mondo, una visione delle cose che può essere all’insegna della trasformazione oppure della reificazione: cultura vs natura. Ovviamente dovremmo poi chiederci nelle singole culture – e all’interno di una stessa cultura – cosa è considerato culturale e modificabile e cosa invece è considerato naturale e immodificabile? Cioè stereotipi e pregiudizi sono talmente radicati che non pensiamo nemmeno si possano trasformare.

Tutti e tutte ne siamo impregnate: è solo attraverso un esercizio di consapevolezza costante che possiamo trovare gli antidoti, come un antivirus: qualcosa che ci renda immuni. E parlarne e discuterne, magari in gruppo, è davvero una possibilità preziosa che apre la mente ed allarga il cuore.

È uscito un bellissimo libro: “Il Pregiudizio universale” (Laterza 2016). Contiene quasi 90 voci, di cui una quindicina direttamente collegate alla dimensione dei rapporti di genere, alla famiglia, alle generazioni: ad esempio, Buon sangue non mente, La donna è mobile, Dio creò la donna dalla costola di dell’uomo, Le donne non sanno guidare, Le donne sono migliori degli uomini, La famiglia è un valore, Sei troppo giovane, Di mamma ce n’è una sola, Mogli e buoi dei paesi tuoi, L’uomo è cacciatore, Gli uomini sono tutti uguali ecc. ecc.

C’è da stupirsi, quanto siano ancora diffusi, in quanto credenze condivise e semplificatorie della realtà, convinzioni sempre generalizzanti e talvolta, anche se non sempre, erronee o quantomeno parziali. Li riceviamo dalla tradizione ma sappiamo anche quanto facessero male. Perché i pregiudizi fanno male. Ma c’è da stupirsi ancora di più a smontarli e a svelare quale meccanismo li regola e li riproduce, per scoprire una realtà sempre più articolata e complessa di quanto il pregiudizio voglia far credere. 

Si afferma nell’introduzione: basta infatti un uomo in mezzo a cento donne per rendere il gruppo maschile, mentre basta una donna in mezzo a cento uomini per far scattare il proverbio “donna al volante pericolo costante”! La questione di coppie, famiglie e del legame di sangue è oggi un tema cruciale anche in senso allargato e comunitario: lo ius sanguinis, il diritto basato sulla discendenza è ancora un criterio utilizzato oggi per il riconoscimento dei diritti politici e sociali, pensando agli immigrati che spesso non condividono i nostri pregiudizi ma ne possono portare altri: nell’introduzione si afferma “prima che etnocentrico il pregiudizio è concentrico” stabilisce un noi vs loro che risulta un ostacolo alla reciproca comprensione. Difficile rinunciare ai pregiudizi, scomodo conoscerli ma cruciale è liberarsene pur sapendo che il pregiudizio peggiore è quello di chi crede di non avere pregiudizi. Lo spiazzamento, la crisi delle certezze permette allora di interrogarsi e ripensare la realtà su basi diverse. E il libro offre – in diversissimi campi – tanti esempi per farlo: società, politica, religioni, cibo, cultura, internet, globalizzazione, migrazioni, crisi, Europa, democrazia, pluralismo.

 

INTERVISTA AL PASTORE GENRE SU UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA

http://www.lastampa.it/2016/10/27/multimedia/cronaca/scuola-chiusa-allarcivescovo-il-preside-tuteliamo-la-laicit-RLUqBDsBFePrcvoRkxWOII/pagina.html

 

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La nuova gestione della Cultura a Pinerolo

di Diego Meggiolaro - 17 novembre 2016

A giugno il cambio di amministrazione e oggi le novità previste

Il fatto che con la cultura non si mangi o non si crei economia è una bufala ormai smentita da innumerevoli studi e, spesso, dall'evidenza dei fatti. Martino Laurenti è il nuovo assessore alla cultura di Pinerolo e insieme alla collega Francesca Costarelli, assessora alle manifestazioni, lavorerà con il suo staff per dare una nuova direzione all'offerta culturale cittadina. Laureato in Storia e attivista del Movimento 5 stelle della prima ora, dalla nascita dei meet-up pinerolesi nel 2009.

«Questi ultimi sono stati mesi piuttosto duri, io non ho mai avuto esperienze amministrative, ho dovuto imparare tutto da zero ma sono stato aiutato moltissimo da tutti gli uffici, dalla Giunta e dall'assessorato. Abbiamo costruito, insieme al sindaco Salvai, il programma ed è stato abbastanza naturale all'interno del Movimento scegliere me come assessore alla Cultura», spiega Laurenti.

Quali sono i problemi che ha dovuto affrontare in questi mesi?

«I problemi sono più che altro di natura burocratica, ma l'ufficio cultura di Pinerolo è composto da persone in gamba e competenti che lavorano molto bene e mi stanno aiutando molto. Ci sono tanti progetti in cantiere ma bisogna confrontarsi con la fattibilità delle buone idee che abbiamo avuto. Uno come me, che non ha mai fatto amministrazione, è abbastanza abituato a pensare una cosa e realizzarla nel giro di pochi mesi. Invece qui bisogna calcolare tutto con tempi molto più lunghi».

Quali sono i punti del programma?

«Io ho due deleghe che sono Cultura e Partecipazione. Per quanto riguarda il discorso Cultura ho già incontrato e parlato con tutti gli operatori del settore (musica, teatro, associazioni di volontariato culturale) e imbastito una serie di progetti. Tra le molte idee ne seleziono due: il teatro Sociale, di proprietà comunale, che è una risorsa molto importante per questa città; il 1° ottobre è partita la stagione teatrale che abbiamo fatto iniziare ma per il prossimo anno vorrei fare qualcosa di diverso. Fino ad ora è stato un contenitore che aveva dentro un po' di tutto. Dalla stagione 2017-2018 vorrei realizzare delle mini rassegne tematiche. Per esempio, nel 2017 si festeggiano i 500 anni della Riforma Protestante e i 100 anni della Rivoluzione d'Ottobre. Quindi mi piacerebbe lavorare sul tema delle “rivoluzioni” e portarle al centro della stagione teatrale del Sociale, per dare un taglio riconoscibile a ciò che succede a Pinerolo.

Per quanto riguarda il discorso “partecipazione” il lavoro che stiamo facendo è quello di scrivere il regolamento degli istituti di partecipazione della città di Pinerolo introducendo quelle che, nel momento in cui verranno applicate, saranno delle novità assolute: per esempio, il referendum abrogativo e consultivo, introdurre il bilancio partecipativo e la partecipazione diretta dei cittadini nella gestione dei beni comuni. Cambiamenti importanti nella pratica e nella forma della politica della città. In questi cinque anni come assessorato alla cultura voglio andare in questa direzione».

Intanto è iniziata anche la stagione dell'Accademia di Musica di Pinerolo con 27 concerti in programma e grandi nomi e grandi ospiti anche internazionali dalla Germania, alla Portogallo alla Cina. «Come accademia non ci occupiamo solo di musica ma anche di formazione e divulgazione culturale musicale», spiega la direttrice Laura Richaud. Proprio in questa settimana è in corso il workshop con Maria João Pires, una delle più grandi pianiste della sua generazione, in una settimana intensa di lezioni, conferenze, proiezioni e letture. «I contatti con la nuova amministrazione ci sono stati, sono stati numerosi e molto proficui. Tanto che l'obbiettivo che abbiamo insieme è quello di realizzare un nuovo polo musicale per Pinerolo» conclude Richaud.

 

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