torna in home page

INCONTRI SUL FINE VITA A PINEROLO

 

RIFLESSIONI SUL FINE VITA

Due incontri-dibattito organizzati presso la Sala Conferenze "Dario Debernardi", presso la Fondazione Casa dell'Anziano "Madonna della Misericordia" Onlus, piazza Marconi  8, Pinerolo. Gli incontri sono aperti a tutti.

Venerdì 9 novembre, ore 18 La morte oggi, con la partecipazione di mons. Derio Olivero, prof. Valentina Ieraci. Modera dott. Paolo Ribet.

Venerdì 23 novembre, ore 18 Cure palliative e biotestamento, con la partecipazione di dott. Gioia Becchimanzi, past. Giuanni Genre.  Modera: dott. Andrea Cognazzo.

***

La Diaconia valdese invita la cittadinanza a visitare i nuovi locali in Pinerolo, martedì 16 ottobre alle ore 16,30 in via Bogliette 20 con particolare attenzione a:

BUM Centro autismo

Servizio migranti

Servizio adulti e territorio

Vi aspettiamo!

***

Pralibro entra nel vivo

di Paola Schellenbaum - Riforma n. 30, 27 luglio 2018

Si è inaugurata la sedicesima edizione di Pralibro, la rassegna di incontri letterari in Val Germanasca, organizzata da Chiesa valdese, librerie Il Ponte sulla Dora e Claudiana, insieme a tante associazioni, tra cui il Forum del libro e il Centro ecumenico di Agape. Un appuntamento ormai atteso e consueto che però si rinnova ogni anno: seppur si parli sempre di libri e lettura, ogni volta i librai riescono a invitare ospiti interessanti che mettono in comune la loro arte: parole, musica, recitazione.

Questo crea un’atmosfera di festa che si protrae per due giorni interi e che arricchisce gli incontri, i dibattiti e le riflessioni che dal tempio escono verso la piazza e risuonano anche nei momenti conviviali o nelle passeggiate in montagna.

Prali offre infatti ai visitatori occasionali e a quelli che ogni anno tornano in valle, tanti modi diversi di vivere come comunità. E intorno ai libri, alla lettura si creano legami e amicizie che formano la trama delle relazioni: come nei racconti, lo sviluppo narrativo si alimenta di  snodi e sorprese intorno a protagonisti e comparse, tutti però accomunati dalla voglia di scoprire ed esplorare i problemi del mondo contemporaneo, la storia, la montagna attraverso i libri.

La tavola rotonda, coordinata da Rocco Pinto, ha offerto come sempre tanti consigli di lettura e quest’anno ha lanciato la nuova iniziativa “Piemonte che legge” che speriamo possa presto concretizzarsi, creando una rete regionale di biblioteche, scuole, librai, per promuovere la lettura. È una bella scommessa che però ha una lunga tradizione in queste Valli se, come ha ricordato Sara Platone, colportori e predicatori hanno diffuso libri e opuscoli in modo itinerante, anche e soprattutto attraverso il sistema delle scuolette Beckwith : allora come oggi, senza cultura non c’è sviluppo.

Due ospiti ci hanno offerto la loro “performance”: Marco Balzano ha letto brani dal suo libro “Resto qui” (Einaudi 2018): ambientata in montagna, è una storia di resistenza e restanza, una parola nuova introdotta dall’antropologo Vito Teti che sul sito Treccani così la spiega: “restanza denota non un pigro e inconsapevole stare fermi, un attendere muti e rassegnati. Indica, al contrario, un movimento, una tensione, un’attenzione. Richiede pienezza di essere, persuasione, scelta, passione”. E di spaesamento ci ha parlato Chiara Trevisan, attrice e lettrice vis-a-vis, che in piazza o nei festival usa i suoi libri per comunicare con chi si ferma ad ascoltarla, nella speranza di ricevere una pagina che possa ridare forza per andare avanti o per guardare il mondo con altri occhi. È la parola che ci raggiunge da fuori che può farci cambiare all’improvviso prospettiva, rendendo più autentico l’incontro.

La rassegna letteraria prosegue fino ad agosto con tanti ospiti che vengono da lontano oltre a quelli che invece vivono già in queste Valli ricche di storia e di cultura. Ce n’è per tutti i gusti. Dal titolo di un bel libro scritto da Zygmunt Bauman (Laterza 2016).

***

ANCHE NEGOZI, ENTI E MUSEI POSSONO ESSERE "AMICI DELLE DEMENZE"

Nel corso dell'incontro organizzato sabato 17 marzo, alle ore 17 dalla Diaconia Valdese in collaborazione con Fondazione Cosso, l'Assessora Pezzano presenterà il progetto “Verso una comunità amica della demenza", mirato a coinvolgere commercianti, associazioni, enti e musei del territorio. Obiettivo: informare e sensibilizzare la collettività sul tema della demenza e contribuire a diffondere una nuova cultura dell’accoglienza verso le persone che ne sono affette.

Anche il Comune di Pinerolo ha aderito al progetto e nel corso dell'incontro presso il Castello, l'Assessora alle politiche sociali, Lara Pezzano, introdurrà il percorso formativo che verrà attivato per i commercianti, enti, musei del territorio che desiderino divenire amici delle demenze. "Sono tante le persone affette da demenza, e molte di queste non hanno neanche il coraggio di uscire allo scoperto" afferma Lara Pezzano. "Le relazioni sociali e la partecipazione alla vita della propria comunità sono un fattore importantissimo per i malati, capace di rallentare il progressivo evolvere della patologia. Tutti possiamo prendere parte, con sensibilità e attenzione, alla lotta contro lo stigma sociale nei confronti della demenza e anche negozi, banche, uffici pubblici possono mettere in campo delle semplici azioni per rendere i propri spazi e servizi in grado di accogliere chi è affetto da demenza. Per questo invitiamo tutti ad aderire al percorso formativo realizzato in collaborazione con il Rifugio Re Carlo Alberto della Diaconia Valdese".

Anche la Fondazione Cosso nel 2016 ha preso parte al progetto “In giro con demenza” e reso gli spazi del Castello di Miradolo accoglienti per persone affette da questa patologia. Nel corso dell'incontro di sabato 17 marzo saranno numerose le testimonianze di soggetti divenuti "amici della demenza".
 
VERSO UNA COMUNITA' AMICA DELLA DEMENZA - ESPERIENZE E TESTIMONIANZE PROGRAMMA

Sabato 17 marzo, dalle 17 alle 18.30
Castello di Miradolo, Via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (To)

SALUTI E INTRODUZIONE

Intervengono:

Maria Luisa Cosso, Presidente Fondazione Cosso
Paola Eynard, Vicepresidente Fondazione Cosso
Monica Sappè, Presidente del Rifugio Re Carlo Alberto della Diaconia Valdese

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “IN GIRO CON DEMENZA”

Intervengono:
Marcello Galetti, Responsabile del Rifugio Re Carlo Alberto, e Molly Tyler-Childs, Educatrice del

Rifugio Re Carlo Alberto e Referente del progetto
Marco Cogno, Sindaco Torre Pellice
Duilio Canale, Sindaco Luserna San Giovanni

I RISULTATI DEL PROGETTO, FINORA

Grazie alle azioni costruite dal progetto “Verso una Comunità Amica della Demenza” il territorio della Val Pellice ha ottenuto nell'aprile 2017 il riconoscimento ufficiale da parte della Federazione Italia Alzheimer, quale territorio 'Dementia Friendly' .

Il racconto dei cambiamenti che il progetto ha determinato sul territorio della Val Pellice: barriere architettoniche, accoglienza, cura.
Intervengono:
Cristina Vasario - Farmacia Vasario, Luserna San Giovanni e Pietro Addesi e Luca Orsi, Filiale Intesa SanPaolo, rispettivamente Torre Pellice e Luserna San Giovanni – L’adeguamento delle barriere architettoniche e la formazione del personale.

Michela De Grossi e Antonella Chiavia, dipartimento didattica, Fondazione Cosso – L’accoglienza e l’attività dedicata nei luoghi di cultura: l’esperienza del progetto “Verso una comunità amica della demenza” presso il Castello di Miradolo.
Elisa Bessone, ex studentessa IIS Michele Buniva, Pinerolo – La formazione scolastica Presentazione del restyling del volume “Ambasciatori per l'Alzheimer”, a cura della Diaconia Valdese e de La Bottega del Possibile con la collaborazione dell’IIS Michele Buniva di Pinerolo. Introduzione alla mostra dei lavori degli studenti partecipanti al progetto di sensibilizzazione, allestita presso il Castello di Miradolo, in occasione della giornata.

IL FUTURO

Intervengono:
Lara Pezzano, Assessora alle Politiche Sociali, Comune di Pinerolo – Il progetto “Verso una Comunità Amica della Demenza”, in attivazione anche sulla città di Pinerolo
Alice Imperiale, dipartimento formazione e attività sociale, Fondazione Cosso e Maria Teresa Ingicco, Preside Liceo G.F. Porporato, Pinerolo – il “Laboratorio della diversità”: progetto di alternanza scuola/lavoro finalizzato a far conoscere la professione di educatore, con l’obbiettivo di creare spazi di incontro intergenerazionale tra allievi e malati affetti da Alzheimer.

CONSEGNA UFFICIALE DEL LOGO “AMICI DELLA DEMENZA” AL CASTELLO DI MIRADOLO – FONDAZIONE COSSO.

A seguire, piccolo aperitivo.

Fondazione Cosso – Castello di Miradolo Sabato 17 marzo, ore 17.00
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

***

CONCERTO 8 MARZO

Giovedì 8 marzo
Piazza Facta – ore 16,00
Flash mob contro la violenza sulle donne
a cura del Centro Antiviolenza Svolta Donna, con la partecipazione
delle ragazze del Liceo “G.F. Porporato” e dell’Associazione
Sportica

Tempio Valdese – ore 21,00
Concerto Donne per le Donne
del gruppo Angels Lullabies (Fulvia Barotto,
Elena Saccomandi e Walter Gatti)
Serata benefica a favore del
Centro Antiviolenza Svolta Donna

#CHURCHTOO per favorire la denuncia degli abusi e delle molestie sessuali all’interno delle chiese

Roma (NEV), 5 marzo 2018 – In occasione della Giornata mondiale di preghiera delle donne il programma radiofonico di RAI Radio1 Culto evangelico ha proposto nella puntata di domenica 4 marzo un’intervista alla pastora valdese Letizia Tomassone, associata del Coordinamento delle teologhe italiane, sul movimento #churchtoo per favorire la denuncia degli abusi e delle molestie sessuali all’interno delle chiese.
Come dobbiamo considerare la nascita del movimento #churchtoo? E’ la dimostrazione che sta crescendo la consapevolezza che anche le chiese possono essere luoghi di abuso verso le persone più vulnerabili? O, al contrario, mostra che questo problema rimane ancora un tabù?

Letizia Tomassone


Ciò che secondo me il movimento #churchtoo fa emergere è che le chiese possono e devono essere luoghi di denuncia dell’abuso. Luoghi in cui poter dire la verità proprio a partire dalle molestie e gli abusi subiti dentro le chiese e che invece sono talvolta legittimati da un pensiero, ancora oggi ben presente, che afferma l’inferiorità delle donne.
Si tratta di superare una cultura sessista che è appoggiata teologicamente con l’idea che la donna è stata creata seconda rispetto all’uomo, con l’idea che la donna è in funzione del maschio. E che spesso si associa a una cultura omofoba anch’essa ben presente nelle chiese. Il movimento #churchtoo intende portare avanti una battaglia, che ormai ha alcuni decenni alle spalle, contro la violenza sulle donne, per fare chiarezza, dire la verità su ciò che avviene dentro le chiese e recuperare la dignità, l’integrità delle donne e dei soggetti sessualmente più deboli.

Quali storie emergono dai tweet di chi racconta di abusi subiti?

Emergono soprattutto storie di persone non credute che quando vanno a parlare di ciò che hanno subito sono invitate al silenzio, alla pazienza, all’accettazione, quasi ad un’idea antica di sacrificio. E poi emerge molto forte una cultura della purità in base alla quale se tu sei stata molestata o abusata, da bambina o da bambino, è come se tu fossi impura e spettasse quindi a te recuperare la tua integrità, la tua purezza. Al contrario la posizione di chi abusa non è mai mesa in questione. Queste storie mostrano che le chiese sono ancora strutturalmente misogine.

Nella sua esperienza di pastora e di teologa come si può affrontare efficacemente la questione degli abusi nelle chiese?

Certamente parlandone, come donne, ma coinvolgendo molto anche gli uomini affinché riflettano sulle loro esperienze, sulle violenze subite e vissute. Riflettendo anche sulla violenza diffusa nelle famiglie. Quindi il primo punto è non considerare questo tema un tabù ma portarlo in primo piano.
Mi ha colpito molto anche la riflessione delle chiese della Nuova Zelanda sulla crocifissione come un momento in cui Gesù vien denudato e abusato sessualmente. Ricordo un discorso di questo genere, emotivamente molto forte, proposto qualche anno fa in Italia da Giovanni Franzoni rispetto al fatto che la tortura che Gesù subisce nel momento della spogliazione poteva sicuramente comprendere anche l’abuso sessuale.
Vorrei inoltre ricordare altri due strumenti che le chiese italiane hanno a disposizione: l’appello ecumenico contro la violenza sulle donne del 2015, firmato da tutte le chiese italiane; e l’Osservatorio che il Segretariato attività ecumeniche (SAE) ha messo in piedi proprio sui temi della violenza contro le donne e della violenza sessuale.

A PINEROLO: CONVEGNO CONDIVIDERE LA LIBERTA'

Giovedì 15 febbraio 2018, ore 18,00 al Tempio valdese, in via dei Mille

Saluti di Gianni Genre, pastore valdese, Derio Olivero, vescovo di Pinerolo. Presenta, Ermanno Sacchetto, Presidente Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pinerolo.

Intervengono: Grado Merlo, Università Statale di Milano, Claudio Pasquet, pastore valdese, Bianca Gera, Fondazione Società di Mutuo Soccorso, Diego Robotti, Soprintendenza Archivistica del Piemonte e  Valle d'Aosta

A TORINO: ESPOSIZIONE DELLE LETTERE PATENTI DEL 17 FEBBRAIO 1848 A TORINO IN ARCHIVIO DI STATO

L’Archivio di Stato comunica che l'originale delle Lettere Patenti del 17 febbraio 1848 sarà esposto nella sede juvarriana dell'Archivio di Stato, sala del Museo Storico, piazza Castello 209 a Torino, nei giorni di giovedì 15, venerdì 16, lunedì 19 e martedì 20 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. L'ingresso all'Archivio è gratuito ma per visite di gruppi superiori alle 5 persone è richiesta la prenotazione via mail all’indirizzo as-to@beniculturali.it.

A TORINO: CONVEGNO RELIGIONE E DEMOCRAZIA A TORINO

Venerdì 16 febbraio 2018, dalle ore 9,00 Convegno all’Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria in piazza Carlo Alberto 3, dal titolo Religione e democrazia - A 170 anni dallo Statuto albertino, a 80 dalle leggi razziali. Nella prima parte della mattinata, si avrà una sessione dedicata soprattutto al contesto storico, dal titolo: Dalla monarchia assoluta a quella costituzionale: un passo verso le libertà?, in cui eminenti storici rappresenteranno il quadro degli avvenimenti di quell’importante anno che è stato il 1848. Nella seconda parte, dal titolo: Libertà di culto: una legge mai nata, Alberto Melloni, Gustavo Zagrebelsky e Valdo Spini faranno il punto sullo stato di salute della libertà di culto oggi in Italia.

A PINEROLO: FESTA DELLE LIBERTA' 2018

Venerdì 16 febbraio, ore 21 accensione del Falò alla Gioietta. Saranno presenti il Moderatore past. Eugenio Bernardini e il vescovo Mons. Derio Olivero con altre autorità civili e religiose.

Per il Buffet, i membri di chiesa possono portare torte dolci e salate, già tagliate e protette da cellophane con elenco ingredienti. Ritrovo davanti al Tempio valdese in via dei Mille e partenza alle ore 20,15 con le auto per Bricherasio.

Sabato 17 febbraio, ore 10.00 Culto e agape del 17 febbraio (con gli ospiti della EPUdF). Il Culto con Cena del Signore sarà presieduto dal past. Gianni Genre con predicazione dei pastori Gianni Genre e Stefano Mercurio.

Alle 12,30 Agape fraterna: 15 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini dai 7 ai 12 anni. Nel pomeriggio sarà presentato il video "Valdesi: Una storia europea" (Regia di Enrico Lantelme), anche su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=2SeqQzjGg2U

Sarà presentato l'Opuscolo del XVII Febbraio della Società di Studi Valdesi: "Dalle Valli a Ginevra. Un gruppodi giovani sulle tracce del primo esilio dei valdesi", a cura di Davide Rosso e Paola Schellenbaum, Editrice Claudiana: https://www.claudiana.it/scheda-libro/autori-vari/dalle-valli-a-ginevra-9788868981587-1948.html

Domenica 18, alle ore 15.00, in Piazza Vittorio Veneto ang. Palazzo Vittone “FINALMENTE, LIBERTA’!” Storie dei diritti ai valdesi: i luoghi chiave di Palazzo Vittone, il Circolo Sociale, il Tempio Valdese. A cura del Centro Culturale Valdese - Costo € 5,00 Prenotazioni: 0121.950203 il.barba@fondazionevaldese.org

Domenica 18 febbraio, ore 17 “Musica al Tempio” con il Concerto di Nicola Marvulli (violino) Tiziana Columbro (pianoforte).

***

CONVEGNO NAZIONALE DIACONIA VALDESE - AREA MIGRANTI

TUTTI A CASA. Il sistema di accoglienza in Italia, tra emergenze e dispositivi strutturali

25 gennaio 2018 - Galleria d'Arte Moderna Corso Galileo Ferraris, 30 - Torino

Un convegno della Diaconia valdese per riflettere sulle politiche migratorie e sui dispositivi dell’accoglienza, sull’immaginario comune e sull’approccio deontologico dell’informazione generalista al tema. 

La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria all'indirizzo: iscrizionituttiacasa@diaconiavaldese.org entro il 20 gennaio 2018. Si prega di indicare nella mail se l’iscrizione è da considerarsi per l’intera giornata, oppure, a una delle due sessioni, come da programma allegato. Il seminario è riconosciuto dall’Ordine nazionale dei giornalisti, con 8 crediti deontologici formativi.

Torre Pellice – Il convegno «Tutti a casa. Il sistema di accoglienza in Italia, tra emergenze e dispositivi strutturali», promosso dalla Diaconia valdese per giovedì 25 gennaio presso la Galleria d’Arte Moderna Gam (Corso Galileo Ferraris, 30 – Torino) dalle 9 alle 17, ha l’obiettivo di «fornire al pubblico interessato, ai giornalisti e soprattutto agli operatori impegnati nell’accoglienza di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, un momento di riflessione sul ruolo dei dispositivi d’accoglienza, sulle politiche migratorie e su quanto oggi l’argomento abbia assunto rilevanza, anche nell'immaginario comune e nella comunicazione generalista. Metteremo a confronto istituzioni, rappresentanti politici e di chiese, operatori dell’informazione e del terzo settore», rileva il presidente della Commissione sinodale per la diaconia (Csd) – Diaconia valdese, Giovanni Comba.

La giornata si articolerà in due momenti: dalle 9 alle 13 il tema sarà «L’accoglienza in Italia tra emergenze e dispositivi strutturali», con la partecipazione del prefetto del Ministero dell’Interno Sandra Sarti, del politologo Paolo Naso (Fcei), la testimonianza dell’eritreo Tareke Bhrane, oggi cittadino italiano e presidente del Comitato 3 ottobre, di Daniela di Capua direttrice Sprar, Carlotta Sami portavoce dell’Unhcr e il pastore Francesco Sciotto, moderati dal giornalista di Riforma Gian Mario Gillio. Nel pomeriggio sarà «La narrazione tra rappresentazioni distorte e nuove identità» il tema affrontato dal presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna e dalla docente di Teorie della comunicazione Paola Barretta, dell’Osservatorio di Pavia - Carta di Roma; dal direttore di Confronti Claudio Paravati, da Massimo Gnone dell’Unhcr e Debora Boaglio della Diaconia valdese, moderati dalla giornalista de La Stampa Anna Masera.

«Rifletteremo a sei anni dall’evento che fu ottimisticamente definito “Primavera araba”, un momento di svolta per la storia delle migrazioni verso l’Europa – rileva il segretario esecutivo della Diaconia valdese e promotore del convegno, Gianluca Barbanotti –. Un panorama internazionale che presenta ancora aspetti preoccupanti. In Siria, Yemen, Libia, lungo le rotte migratorie, in mare, migliaia di persone continuano a morire e a subire violenze e torture. Il dispositivo dell’Asilo in Europa è in affanno, cerca di offrire risposte a un fenomeno la cui complessità sembra ingrandirsi ogni giorno di più. L’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati è certamente il primo passo verso l’inclusione e il coinvolgimento attivo dei nuovi cittadini, tuttavia non offre concrete risposte ad un bisogno, quello di sentirsi a casa, prioritario per chi è sfuggito da povertà, guerre e persecuzioni».

Il convegno sarà aperto da Giovanni Comba, Eugenio Bernardini, Renato Saccone, Monica Cerutti, Sonia Schellino, Alberto Sinigaglia.

***

Migrazioni forzate. All’ONU il IV Simposio sul ruolo delle religioni
Il contributo delle organizzazioni religiose impegnate sul fronte dei migranti e rifugiati ammonta al 50% del totale delle risorse spese a livello globale. Da Tveit (CEC) sottolineata la “visione ecumenica” messa in campo dalle realtà religiose attive in ambito umanitario.

Roma (NEV), 23 gennaio 2018 – Incentrato sul tema delle migrazioni forzate, il IV Simposio ONU sul ruolo delle religioni e delle organizzazioni a carattere religioso (faith-based organisations) negli affari internazionali si è svolto ieri presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York. Co-promosso dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), da ACT-Alliance (Action by Churches Together, il braccio umanitario del CEC), dal direttivo Chiesa e società della Chiesa metodista unita, e dalla Conferenza generale degli avventisti del settimo giorno, il Simposio annuale è stato dedicato a questo tema anche in considerazione dell’agenda del segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, che nel 2018 sottoporrà a discussione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il Global Compact sulle migrazioni.
Il contributo delle “faith-based organisations” (FBO) a livello globale non va sottovalutato, dicono gli organizzatori del Simposio: ben il 50% dei fondi spesi per la crisi migratoria mondiale, la più importante dalla Seconda Guerra mondiale, proviene dalle FBO e dalle numerose organizzazioni umanitarie ad esse ricollegabili. Il Simposio ha inteso rafforzare il rapporto tra le FBO, espressione della società civile, e le istituzioni nazionali e internazionali.
Il segretario generale del CEC, pastore Olav Fykse Tveit, nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della “visione ecumenica” quando si parla del come affrontare la crisi migratoria globale. L’atteggiamento caratterizzante il movimento ecumenico è sempre stato di “responsabilità reciproca” (mutual accountability), ha detto Tveit, vedendo in questo approccio una modalità di azione che utilmente può essere adottata dalla comunità internazionale: “E’ un atteggiamento in cui tutti riconoscono a tutti di avere un contributo significativo da apportare alla soluzione del problema. Ma quest’atteggiamento necessita di strutture solide di cooperazione multilaterale tese al bene comune”. A chi è in viaggio alla ricerca di condizioni di vita migliori “come chiese rappresentiamo impegno, presenza attiva e comunità aperte – ha proseguito Tveit –. Ma rappresentiamo anche, insieme ad altre comunità di fede, gli stessi migranti, che muovendosi portano con loro la propria identità religiosa. Anzi, nella loro situazione la fede è spesso il più importante bagaglio che si portano dietro”.

Dopo Italia e Francia corridoi umanitari in Belgio
Oggi pomeriggio la firma del protocollo a Bruxelles. Il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, tra i promotori dei corridoi umanitari italiani: “Una vittoria dell'Europa delle coscienze”

Roma, 22 novembre 2017 (NEV/CS60) – Il modello ecumenico italiano dei “corridoi umanitari” continua a fare strada in Europa: dopo la Francia, un analogo progetto parte ora anche in Belgio per accogliere 150 profughi siriani dal Libano e dalla Turchia.
La firma del protocollo è prevista oggi pomeriggio a Bruxelles con, tra gli altri, il Segretario di Stato per l’asilo e la migrazione, Theo Francken (N-VA), e Hilde Kieboom, presidente della Comunità di Sant’Egidio in Belgio, con una novità: l’accoglienza sarà interreligiosa. E’ stata affidata infatti al Comitato “Insieme in pace” che raccoglie, tra le altre, chiese protestanti, evangelicali, ortodosse e anglicane, nonché le comunità ebraiche e musulmane del paese.
Soddisfazione è stata espressa dal pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), tra i promotori insieme alla Tavola valdese e alla Comunità di Sant’Egidio, dei corridoi umanitari italiani: “È una notizia di grande importanza perché l’esperimento dei ‘corridoi umanitari’ sperimentati e realizzati in Italia e poi aperti anche verso la Francia, ora si estende al Belgio. Così come è politicamente rilevante che questo provvedimento sia stata condiviso da forze politiche diverse, anche conservatrici, che ritengono di dover garantire vie legali e sicure ai richiedenti asilo in condizioni di vulnerabilità: i diritti umani non sono né di destra né di sinistra, sono un principio etico che deve appartenere a tutte le forze politiche. Un terzo elemento da sottolineare è che, oltre che ‘ecumenici’ – e cioè realizzati insieme da cattolici e protestanti come accade in Italia e Francia – i ‘corridoi umanitari’ verso il Belgio avranno un carattere interreligioso, perché l’accoglienza verrà garantita da varie comunità di fede, compresi ebrei e musulmani. E così questa strada pionieristica, che gli evangelici italiani hanno contribuito a tracciare, aprire e spianare, ora si allarga ad altri paesi europei. È davvero un bel risultato, che sul piano dei diritti umani mostra un’Europa ‘delle coscienze’ assai più dinamica e creativa dell’Europa delle istituzioni”.
In Italia lo scorso 7 novembre presso il Viminale il protocollo per i corridoi umanitari ecumenici è stato rinnovato per un totale di altri 1000 beneficiari.

 

MEDITERRANEAN HOPE

Aeroporto Roma-Fiumicino, 27 ottobre 2017, con i bambini dell'"ultimo" corridoio umanitario. Con l’arrivo questa mattina all'aeroporto di Fiumicino di 120 profughi siriani dal Libano, è stato raggiunto il “tetto” massimo dei mille beneficiari previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto tra gli enti promotori e il governo italiano. Arrivata oggi la conferma dal vice ministro agli Esteri Mario Giro: “Il protocollo verrà replicato”. Soddisfazione per questa “buona novella” dagli enti protestanti co-promotori del progetto.

Roma, 27 ottobre 2017 (NEV/CS57) – Si replica. La conferma del rinnovo del Protocollo relativo ai “corridoi umanitari” – sottoscritto da Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio da una parte, e dai ministeri dell’Interno e degli Esteri dall’altra – è arrivata questa mattina dal vice ministro agli Esteri Mario Giro, intervenuto alla conferenza stampa di benvenuto dell’”ultimo” gruppo atterrato a Roma-Fiumicino. “Agli italiani preoccupati dico che si può accogliere in sicurezza e con gioia”, ha aggiunto Giro.
Oltre 120 persone, tra cui molti bambini e persino una coppia di novelli sposi, sono stati accolti per la sedicesima volta dall’équipe ecumenica che ne ha accolti poco più di mille, da quando il 4 febbraio 2016 la piccola Falak aprì di fatto il primo varco sicuro e legale verso l’Europa.
Paolo Naso, intervenuto a nome dei promotori protestanti del progetto, salutando i nuovi arrivati ha ribadito: “Oggi raccontiamo una bella storia italiana. Quando due anni e mezzo fa, insieme, abbiamo pensato a questo sogno, nessuno di noi sperava che si potesse realizzare. Invece, il progetto è diventato una realtà, e lo è diventato grazie agli operatori in Italia e in Libano, alle istituzioni, alle autorità italiane, alla polizia di frontiera, e a tutti coloro che hanno dato una mano. Una realtà da poco replicata anche in Francia. Mentre sul fronte europeo, solo pochi giorni fa, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha annunciato che intende proporre un progetto analogo per far giungere, attraverso nuovi ‘corridoi umanitari’, 40mila persone. Questa è per tutti noi una piccola grande vittoria politica a dimostrazione che si possono realizzare flussi governabili”. Rivolgendosi poi ai giornalisti presenti Naso ha aggiunto: “Oggi trovate un’Italia diversa: vedete in mezzo a voi sindaci con la fascia tricolore, istituzioni, volontari, chiese, operatori culturali e sociali, che rappresentano una realtà diversa da quella che spesso viene veicolata nei media: raccontatela!”.
Per il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, “l’umanità e la sicurezza camminano insieme, e questo progetto lo dimostra. Un progetto che produce integrazione ed oggi speriamo possa essere d’augurio anche per i neo-sposi, che potranno festeggiare il loro viaggio di nozze nel nostro Paese”.
Per parte protestante soddisfazione è stata espressa per il rinnovo del progetto dei corridoi umanitari, “una notizia molto attesa, che ci riempie di gioia e di nuove speranze”, ha dichiarato il pastore Luca Maria Negro, presidente FCEI. Gli ha fatto eco il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, ricordando come il progetto sia in larga parte finanziato dall’Otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi: “Il progetto ecumenico, pilota in Europa, non poteva arrestarsi ora”, ha aggiunto.

Potete seguire le attività di MH attraverso la pagina FB:

https://www.facebook.com/Mediterranean-hope-252231521632595/?fref=nf

 

***

Musulmani e cristiani: dal confronto alla fratellanza

di Matteo De Fazio - Riforma.it - 27 ottobre 2016

Oggi è la XV giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico. Kheit: «è più ciò che ci unisce che ciò che ci divide»

Si svolge il 27 ottobre la “XV giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico” intitolata nella sua edizione 2016 “Misericordia, diritti: presupposti per un dialogo costruttivo”. Non si tratta dell'unica giornata di incontro tra religioni diverse, ma rappresenta un punto di riferimento fondamentale nel panorama del dialogo italiano: «Un momento importante per oggi ma anche determinante per il futuro» dice Abdelhafid Kheit, Imam di Catania, presidente Comunità islamica di Sicilia e membro del consiglio dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia – la giornata rappresenta un momento per condividere, tra confessioni religiose diverse, i valori della pace, della misericordia e della fratellanza umana». Di fronte alla violenza del terrorismo e all'intolleranza nei confronti del diverso, in Italia e in Europa, momenti di ascolto e condivisione solo l'unica strada. Per leggere l'intero articolo: http://www.riforma.it/it/articolo/2016/10/27/musulmani-e-cristiani-dal-confronto-alla-fratellanza

Per saperne di più: Lorenzo Declich, Islam in venti parole, Laterza 2016

Lorenzo Declich,esperto di mondo islamico contemporaneo, ha insegnato Storia dell’Islam nell’Oceano Indiano all’Università “L’Orientale” di Napoli. Traduce dall’arabo saggi e romanzi e collabora con “Limes” e altre testate giornalistiche.

***

Corridoi umanitari/1. Prossimi arrivi a Fiumicino il 24 e 25 ottobre

Forniti di visto umanitario da Beirut in arrivo in modo sicuro e legale altri 128 profughi siriani

Roma (NEV), 19 ottobre 2016 – I prossimi gruppi di profughi siriani in arrivo a Fiumicino sono attesi lunedì e martedì, 24 e 25 ottobre: giungeranno in Italia in modo legale e sicuro con in tasca un visto umanitario rilasciato dall’ambasciata italiana di Beirut. Salgono così a 400, tra cui numerosi bambini, i beneficiari del progetto-pilota dei “corridoi umanitari” promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Tavola valdese e Comunità di Sant'Egidio.

Come accade ormai già da dicembre dell’anno scorso, il team ecumenico in Libano ha svolto in diversi campi profughi numerosi colloqui con soggetti particolarmente vulnerabili (vittime di persecuzioni, famiglie con bambini, donne sole, minori non accompagnati, anziani, malati, persone con disabilità), avviando, per chi lo desidera, le pratiche con le autorità competenti. Una volta in Italia, i profughi - che avanzeranno tutti la richiesta di asilo - saranno ospitati dai promotori del progetto e dai loro partner in appartamenti e strutture di accoglienza dislocati su tutta la penisola secondo il modello dell’”accoglienza diffusa”.

Tra i partner della FCEI figura la Diaconia valdese che anche stavolta mette a disposizione le proprie strutture. 12 nuclei famigliari provenienti da Homs, Damasco, Aleppo o Latakia, saranno accolti a Luserna San Giovanni (TO), Torino, Padova e Reggello (FI).

Ormai non è più un esperimento, ma una realtà concreta che consente a persone in fuga dalla guerra e in “condizioni di vulnerabilità” di arrivare in Italia senza rischiare la propria vita nel Mediterraneo, e senza alimentare il micidiale business degli scafisti.

Il progetto – reso possibile grazie ad un accordo tra governo italiano (ministeri degli Esteri e dell’Interno - prevede l’arrivo di un migliaio di persone in due anni, non solo dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia. Si tratta di un modello replicabile di accoglienza e integrazione, tanto che ormai si sta studiando la sua realizzazione anche in altri Paesi europei. In una recente intervista rilasciata a “Protestantesimo-Raidue” il ministro Paolo Gentiloni ha ipotizzato la possibilità di aumentare la quota di 1000 visti fin qui prefissa.

SERVIZIO RAI TV - PROTESTANTESIMO

Per rivedere il servizio con le interviste al ministro Gentiloni, a Paolo Naso (FCEI) e a Daniela Pompei (Sant’Egidio) clicca qui: http://www.raiplay.it/video/2016/10/La-rotta-sicura---Protestantesimo-del-10102016-b999982b-3ba2-47ea-b950-9cf773ac25f0.html.

  

REPORTAGE DALLA SICILIA: RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLE CASE DELLE CULTURE DELLA DIACONIA VALDESE

http://www.riforma.it/it/articolo/2016/09/27/terminal-sicilia

VIDEO CON TESTIMONIANZE SULL'ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI IN VAL PELLICE

http://riforma.it/it/articolo/2016/04/23/la-crumiere-sei-mesi-dallarrivo-dei-richiedenti-asilo

VIDEO: puntata di Fischia il vento sui corridoi umanitari in un video di Repubblica.it

http://video.repubblica.it/dossier/fischia-il-vento/fischia-il-vento-basterebbe-un-traghetto-puntata-integrale/220548/219747

PROGETTO DI ACCOGLIENZA NELLE VALLI VALDESI E A PINEROLO

Il progetto di accoglienza del Servizio richiedenti asilo e rifugiati della Diaconia valdese riguarda anche la Val Pellice e la Val Chisone. Alcuni richiedenti asilo provenienti dall’Africa e dall’Asia sono ospitati in gruppi in appartamento a Pomaretto, San Germano e Pinerolo su incarico della Prefettura di Torino. I richiedenti asilo sono accompagnati nel loro percorso di riconoscimento dello status di rifugiato e nei loro tentativi di integrazione nella società italiana attraverso un sostegno giuridico e legale, percorsi di ospitalità nel quotidiano, corsi di lingua italiana per stranieri e formazione professionale oltre a collaborazioni territoriali per agevolare l’integrazione sociale.  I richiedenti asilo possono far richiesta di tre diversi tipi di protezione: permesso di soggiorno come rifugiato politico (5 anni), permesso di soggiorno per protezione sussidiaria (5 anni), permesso di soggiorno per protezione umanitaria (1 anno).

Per informazioni sul Progetto della Diaconia valdese in Val Chisone: rivolgersi a Diego Mometti e Maurizio Sali del Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati - tel. 0121 953122 - migranti@diaconiavaldese.org

Per informazioni sui diritti di cittadinanza, sulla normativa dell'immigrazione, sui permessi di soggiorno e sul loro rinnovo: Melting Pot Europa http://www.meltingpot.org

Per saperne di più, visita la pagina della nostra diaconia con le collaborazioni territoriali nel Pinerolese.

***

 

Le chiese alle Nazioni Unite: rivedere insieme agli Stati le politiche migratorie

Roma (NEV), 21 settembre 2016 – In occasione del vertice intergovernativo su rifugiati e migranti che ha aperto a New York i lavori della 71esima Assemblea generale delle Nazioni Unite (20-26 settembre), il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME), Action by Churches Together (ACT) e Churches Witnessing With Migrants (CWWM) hanno indirizzato un documento congiunto ai governanti del mondo riuniti nel Palazzo di Vetro. Secondo i firmatari della dichiarazione, per affrontare il tema delle migrazioni la comunità internazionale deve ripartire da sei priorità: individuare le cause che spingono le persone a muoversi (non solo conflitti e povertà ma anche disastri naturali e cambiamento climatico); sostenere uno sviluppo sostenibile ed equo; riaffermare con forza l’esistenza dei diritti umani a partire dalle convenzioni internazionali che li sostanziano; condividere e ridistribuire le responsabilità tra gli Stati, porre fine alla criminalizzazione del rifugiato; escogitare canali che rendano possibile un’immigrazione sicura e regolare.

Doris Peschke, segretaria generale della CCME, a margine della firma della dichiarazione ha precisato: “La nostra speranza è che gli Stati si impegnino per una risposta coordinata dalle Nazioni Unite sulla crisi dei rifugiati, accettando di condividere la responsabilità internazionale della loro protezione. L’impegno per un migliore schema migratorio da elaborare nei prossimi due anni dovrà fondarsi sui diritti umani dei migranti e sulla diminuzione delle loro vulnerabilità”.

Per parte sua il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni ha rilanciato da New York l’iniziativa dei “corridoi umanitari” portata avanti dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant’Egidio. “Mi auguro che sia assunta come best practice da un numero sempre più grande di paesi”, ha dichiarato il ministro.

 

VIDEO SUI CORRIDOI UMANITARI: 

https://www.youtube.com/watch?v=PI6EjL-BQzs

Corridoi umanitari. Il ministro Gentiloni li cita al Festival dell'economia di Trento

Roma (NEV), 8 giugno 2016 – Il Ministro degli esteri Paolo Gentiloni, intervenendo al Festival dell’economia di Trento (2-5 giugno), in tema di migrazioni non ha mancato di citare come buona pratica i “corridoi umanitari”, progetto pilota promosso ecumenicamente da Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Tavola Valdese e Comunità di Sant’Egidio.

L’auspicio del ministro, che era stato presente a Fiumicino all’arrivo del primo cospicuo gruppo di profughi siriani giunti in aereo dal Libano lo scorso 29 febbraio, è che questo modello possa essere ripreso anche su scala europea.

(Nella foto, da sinistra a destra: Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI); Mario Giro, sottosegretario agli Esteri; Paolo Gentiloni, ministro degli Affari Esteri - in occasione dell'arrivo del primo gruppo di siriani con i corridoi umanitari il 29 febbraio 2016 a Fiumicino - Aeroporti di Roma).

 

Richard Gere, in visita alla Comunità di Sant’Egidio per il lancio del suo nuovo film, sostiene i corridoi umanitari.

Prima della presentazione del film, Richard Gere ha visitato la Scuola di lingua e cultura italiana di Sant'Egidio, intrattenendosi a lungo, alunni, insegnanti e un gruppo di rifugiati giunti in Italia da ogni parte del mondo: "I corridoi umanitari hanno un effetto positivo enorme", ha commentato l'attore dopo aver ascoltato la testimonianza dei rifugiati siriani arrivati dal Libano grazie all'accordo realizzato dalla Comunità di Sant'Egidio e le Chiese protestanti italiane con lo Stato italiano per evitare i viaggi della disperazione nel Mare Mediterraneo e far giungere in salvezza chi fugge dalla guerra.

Per leggere l’articolo:

http://www.santegidio.org/pageID/3/langID/it/itemID/16772/Richard-Gere-alla-mensa-dei-poveri-di-Sant-Egidio--Onorato-di-essere-qui-dove-le-persone-curano-le-persone-.html#3_16796,3_16792,3_16772,3_16760,3_16764

 

PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA  - 2 GIUGNO 2016

Corridoi umanitari. Un appello dei tre co-promotori per combattere l’indifferenza

Roma (NEV), 1 giugno 2016 - In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, e di fronte alle tragedie che continuano a prodursi in mare, le tre organizzazioni promotrici dei primi #CorridoiUmanitari realizzati in Europa, oggi hanno diffuso un comunicato congiunto con cui chiedono l’istituzione di canali permanenti di accoglienza, sottolineando l’importanza dei processi di integrazione. Il seguente appello, che chiama a combattere l’indifferenza, è sottoscritto da Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola valdese; Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio; e Luca M. Negro, Presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Un progetto ecumenico per accogliere e integrare

Nella settimana alle nostre spalle nel Mar Mediterraneo sono morte almeno 800 persone che fuggendo dalla fame, dalle persecuzioni e dalla guerra cercavano di raggiungere l’Europa. Non le ha uccise la violenza del mare ma l’indifferenza di chi non vuole capire che i migranti che arrivano esausti sulle nostre coste non sono avventurieri attratti dal benessere dell’Occidente ma uomini, donne e bambini in fuga da tragedie diverse e collegate tra loro: povertà, desertificazioni, bombardamenti, deportazioni, torture. Il rapido aumento di minori spesso non accompagnati da nessun genitore ci dà la misura di una crisi che si fa sempre più acuta.

Di fronte a quella che sta diventando una routine della morte, come cristiani combattiamo quella che papa Francesco, non a caso da Lampedusa, ha chiamato la “globalizzazione dell’indifferenza”. E’ la nostra coscienza di persone che hanno conosciuto e confessano l’amore di Cristo che ci spinge a fare quanto è nella nostra capacità per proteggere le persone più vulnerabili, accoglierle in luoghi sicuri e accompagnarle nel loro percorso di integrazione in nuovi paesi. Ed è la vocazione cristiana alla pace e alla giustizia per tutti – non solo per noi! – che ci fa dire, con le parole del Segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese past. Olav Fykse Tveit, che queste migrazioni “hanno cause profonde che noi dobbiamo assumere e combattere insieme nel nome del Dio della vita, per la salvezza dei migranti e dell’intera famiglia umana”.

E’ in questo spirito che noi, cattolici e protestanti insieme, abbiamo proposto ed avviato l’esperienza dei “Corridoi umanitari” che, sulla base di un protocollo sottoscritto con i Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri, hanno già portato in Italia circa 200 migranti in fuga dall’Iraq e dalla Siria. Sono persone vulnerabili e bisognose di protezione – profughi, donne sole, minori, disabili o malati – alle quali abbiamo garantito una via sicura di accesso in Europa. Lo abbiamo fatto con le nostre risorse per non pesare sul sistema di accoglienza predisposto dalle Istituzioni italiane, e ringraziamo quanti in tanti modi e in misura che non prevedevamo così alta hanno voluto sostenerci ad accompagnarci in questo servizio. E’ questo il segnale di un’Italia generosa, che capisce la gravità della situazione di chi scappa e bussa alle nostre porte, e che si sottrae ai cori di chi invoca impossibili muri o arriva a chiedere la fine dei soccorsi in mare perché potrebbero incentivare nuove arrivi.

Di fronte alla tragedia di cui siamo testimoni, i “Corridoi umanitari” si dimostrano un’alternativa possibile, sicura e sostenibile in grado di proteggere la vita e contrastare i traffici umani nel Mediterraneo. Ringraziando le Istituzioni italiane che hanno creduto in questo progetto e ci stanno consentendo di realizzarlo, in questi giorni così carichi di dolore non possiamo che rinnovare il nostro impegno perché questa buona pratica possa consolidarsi in Italia, estendersi ad altri paesi europei e diventare un vero e proprio canale permanente di accoglienza riconosciuto e realizzato a livello comunitario.

Ce lo chiede la nostra fede che ci esorta a nutrire chi ha fame e a dar da bere a chi ha sete; ce lo consentono le normative vigenti che ammettono la concessione di visti per ragioni di protezione umanitaria; ce lo impone la tradizione culturale e giuridica dell’Europa che è nata e si è rafforzata affermando il principio della tutela dei diritti umani e della protezione internazionale.

 

 

 

 

 

 

 





pdf 15 dicembre - Concerto di Natale a Pinerolo