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PENTECOSTE: BATTESIMI E CONFERMAZIONI

 

IL SITO NELLA PAUSA ESTIVA NON VERRA' AGGIORNATO PERIODICAMENTE MA VI ASPETTIAMO AL CULTO OGNI DOMENICA ALLE ORE 10!

Una preoccupazione per gli altri nella nostra vita individuale e di comunità può fare la differenza nel rendere il mondo quel posto migliore che così appassionatamente sogniamo. Le difficoltà piegano alcuni uomini ma ne rafforzano altri. Non esiste ascia sufficientemente affilata da poter tagliare l’anima di un peccatore che continua a provare armato solo di speranza, con la convinzione che alla fine riuscirà a rialzarsi. 

Nelson Mandela

 

IL GRUPPO GIOVANI INVITA A SEGUIRE SU FACEBOOK

Cinque giovani sui passi della storia. Il Gruppo Giovani di Pinerolo e l’esilio dei Valdesi

Cinque ragazzi del Gruppo Giovani di Pinerolo ripercorreranno la strada dell’esilio dei Valdesi del 1687. Il percorso si articola da Saluzzo fino a Ginevra per un totale di circa 350km, che saranno percorsi in 15 giorni dal 21 Luglio al 5 Agosto 2017.

Non ci si vuole fermare all’idea di un viaggio in sé e per sé, ma si vuole anche ragionare sui temi connessi a questo percorso in particolare: questioni come le libertà, le migrazioni forzate, le minoranze sono quanto mai attuali, e la volontà è quella di affrontare queste tematiche attraverso la realizzazione di uno spettacolo. Inoltre verranno realizzati, durante il percorso, contenuti multimediali che andranno ad arricchire gli incontri, volti quindi a raccontare l’esperienza, la storia, e le tematiche connesse.

Lo spettacolo:

Il nostro viaggio, il nostro esilio

È il 1686 e il duca di Savoia Vittorio Amedeo II segue il re di Francia Luigi XIV nelle persecuzioni contro i protestanti. Le valli Valdesi vengono svuotate, e i loro abitanti vengono imprigionati in 14 carceri sparse per tutto il Piemonte. Tra questi, a Saluzzo, il protagonista della nostra storia: durante il periodo di prigionia egli fa conoscenza della Ragazza dal Nastro Giallo, con la quale stabilirà un forte legame spezzato dalla partenza verso la Svizzera.

Nel momento in cui il duca di Savoia decide di mandare i Valdesi in esilio a Ginevra, il giovane protagonista si vede costretto a camminare verso un futuro incerto senza più nessun appoggio: egli si sforzerà, durante tutto il cammino, di ritrovare quel punto fermo che aveva riconosciuto nella Ragazza, ma che gli è stato portato via.

Arrivato a Ginevra si troverà a pensare con nostalgia al mondo che si è lasciato alle spalle, ben consapevole di non poterlo più ricostruire.

Abbiamo deciso di costruire uno spettacolo che narrando una vicenda storica ci possa far riflettere riguardo tematiche a noi vicine. Migrazioni forzate, persecuzioni e intolleranza sono infatti questioni sempre in primo piano nei giorni nostri, e speriamo di offrire dei piccoli spunti di riflessione.

Il Gruppo giovani

Seguiteli su: https://www.facebook.com/lestradeivaldesi/ oppure su Voce delle Chiese (https://www.facebook.com/vocedellechiese/) e Radio Beckwith (https://www.facebook.com/RadioBeckwith/).

Ecco il video di presentazione sul canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=AJ2Ak_e-bpw

CULTO DI PENTECOSTE

Signore, 

Nelle tue mani è la nostra vita. In questo giorno di festa, 

ti preghiamo per i nostri bambini e le nostre bambine 

affinché possano vivere ciò che è necessario per una vita felice,

E guidati nelle tue vie, possano divenire uomini e donne fedeli alla tua Parola.

Ti preghiamo affinché loro non perdano mai la speranza 

nelle proprie capacità e nei propri sogni, così come nel loro futuro.

Con questa speranza, noi ci consacriamo a te, come strumenti nelle tue mani,

Dediti ai nostri obiettivi e confortati dal tuo consiglio.

Venite, sorelle e fratelli, grandi  e piccoli e accorrete in gran numero!

Accorriamo alla corsa come unica comunità quali siamo,

Amate coui che arde d’amore e ascoltate la sua Parola,

Che generosa vi dispensa luce e sollievo.

Amen



 

Numeri 11

1 Or il popolo cominciò a mormorare in modo irriverente alle orecchie del SIGNORE. Come il SIGNORE li udì, la sua ira si accese, il fuoco del SIGNORE divampò in mezzo a loro e divorò l'estremità dell'accampamento. 2 Allora il popolo gridò a Mosè; Mosè pregò il SIGNORE, e il fuoco si spense. 3 Quel luogo fu chiamato Tabera, perché il fuoco del SIGNORE era divampato in mezzo a loro. 4 L'accozzaglia di gente raccogliticcia che era tra il popolo fu presa da concupiscenza; e anche i figli d'Israele ricominciarono a piagnucolare e a dire: «Chi ci darà da mangiare della carne? 5 Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto a volontà, dei cocomeri, dei meloni, dei porri, delle cipolle e dell'aglio. 6 E ora siamo inariditi; non c'è più nulla! I nostri occhi non vedono altro che questa manna».
7 La manna era simile al seme di coriandolo e aveva l'aspetto di resina gommosa. 8 Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con le macine o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere in pentole o ne faceva delle focacce, e aveva il sapore di una focaccia all'olio. 9 Quando la rugiada cadeva sul campo, la notte, vi cadeva anche la manna. 10 Mosè udì il popolo che piagnucolava in tutte le famiglie, ognuno all'ingresso della propria tenda; l'ira del SIGNORE si accese gravemente e la cosa dispiacque anche a Mosè. 11 Mosè disse al SIGNORE: «Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia agli occhi tuoi, e mi hai messo addosso il carico di tutto questo popolo? 12 L'ho forse concepito io tutto questo popolo? L'ho forse dato alla luce io, che tu mi dica: "Portalo sul tuo seno", come la balia porta il bimbo lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? 13 Dove prenderei della carne da dare a tutto questo popolo? Poiché piagnucola dietro a me, e dice: "Dacci da mangiare della carne!" 14 Io non posso, da solo, portare tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. 15 Se mi vuoi trattare così, uccidimi, ti prego; uccidimi, se ho trovato grazia agli occhi tuoi; che io non veda la mia sventura!». 

16 Il SIGNORE disse a Mosè: «Radunami settanta fra gli anziani d'Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come persone autorevoli; conducili alla tenda di convegno e vi si presentino con te. 17 Io scenderò e lì parlerò con te; prenderò lo Spirito che è su te e lo metterò su di loro, perché portino con te il carico del popolo e tu non lo porti più da solo. 18 Dirai al popolo: "Santificatevi per domani e mangerete della carne, poiché avete pianto alle orecchie del SIGNORE, dicendo: 'Chi ci farà mangiare della carne? Stavamo bene in Egitto!' Ebbene, il SIGNORE vi darà della carne e voi ne mangerete. 19 Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, non per venti giorni, 20 ma per un mese intero, finché vi esca dalle narici e ne proviate nausea, poiché avete respinto il SIGNORE che è in mezzo a voi e avete pianto davanti a lui, dicendo: 'Perché mai siamo usciti dall'Egitto?'"»
21 Mosè disse: «Questo popolo, in mezzo al quale mi trovo, conta seicentomila adulti e tu hai detto: "Io darò loro della carne e ne mangeranno per un mese intero!" 22 Scanneranno per loro greggi e armenti in modo che ne abbiano abbastanza? Raduneranno per loro tutto il pesce del mare in modo che ne abbiano abbastanza?» 23 Il SIGNORE rispose a Mosè: «La mano del SIGNORE è forse accorciata? Ora vedrai se la parola che ti ho detto si adempirà o no».
24 Mosè dunque uscì e riferì al popolo le parole del SIGNORE; radunò settanta fra gli anziani del popolo e li dispose intorno alla tenda. 25 Il SIGNORE scese nella nuvola e parlò a Mosè; prese dello Spirito che era su di lui, e lo mise sui settanta anziani; e appena lo Spirito si fu posato su di loro, profetizzarono, ma poi smisero.
26 Intanto, due uomini, l'uno chiamato Eldad e l'altro Medad, erano rimasti nell'accampamento, e lo Spirito si posò su di loro; erano fra i settanta, ma non erano usciti per andare alla tenda; e profetizzarono nel campo. 27 Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè, e disse: «Eldad e Medad profetizzano nel campo». 28 Allora Giosuè, figlio di Nun, servo di Mosè fin dalla sua giovinezza, prese a dire: «Mosè, signor mio, non glielo permettere!» 29 Ma Mosè gli rispose: «Sei geloso per me? Oh, fossero pure tutti profeti nel popolo del SIGNORE, e volesse il SIGNORE mettere su di loro il suo Spirito!» 30 E Mosè si ritirò nell'accampamento, insieme con gli anziani d'Israele.

Questo capitolo straordinario, questa Pentecoste della Bibbia ebraica ci parla anzitutto di un’impossibilità. Mosè non ce la fa più!

Vorrebbe “rimettere il mandato”, ma non solo il mandato rispetto all’incarico ricevuto, ma …persino rispetto alla vita che Dio gli ha dato! Sembra voler dire: “Sono arrivato, mi fermo qui, caro Dio, forse mi hai sopravvalutato, non sono in gamba come tu pensavi, ma questo popolo di miscredenti che preferiscono le cipolle e la carne della schiavitù alla libertà, non è mio, è tuo. L’hai messo al mondo tu, non io, non posso continuare a portarmeli sulle spalle ogni giorno. Te la restituisco questa vita, mi pesa troppo…”.

Ebbene sì, fratello e sorella che, nella libertà e nella piena consapevolezza, hai chiesto di camminare insieme ad altri e al Signore che ti ha incontrato, oggi la tua presenza qui dice che lo Spirito ti ha chiamato a “portare” d’ora innanzi chi ti starà accanto. Il “credente”, o l’aspirante credente che tu sei, è adesso chiamato a “portare” il suo prossimo, come faceva Mosè.

Gli israeliti pensano solo più a ciò che hanno perso, mentre sognano ciò che avevano in Egitto: la carne, il pesce, l’aglio, le cipolle, i meloni…. Ed è proprio in questo quadro di ingratitudine e di insopportabile grettezza del popolo, che lo Spirito si manifesta e si diffonde su settanta anziani.

Vedi, cara ragazza e caro ragazzo che oggi chiedi l’ammissione in questa piccola chiesa valdese, Dio qui si compromette con ciò che c’è di più profano, con le tue necessità, con i tuoi desideri, si lascia interpellare persino dalle tue voglie più materiali.

Altra indicazione, forse la più preziosa: lo Spirito di Dio, che è su Mosè, dopo il grido di sfinimento del profeta, viene distribuito – diciamo così – su un ampio gruppo di persone. “Non sei più solo, non sarai solo e non sarai sola a portare il tuo popolo”, piccolo Mosè di questa Pentecoste del 2017: perché settanta altre persone (cioè tantissime altre donne e altri uomini) sono chiamate insieme a te. Pentecoste, nell’Antico Testamento come nel Nuovo, non è mai un fatto personale, ma collettivo. Sempre. Potremmo dire che lo Spirito si esprime “in modo sinodale”.

Non sarai solo, insomma, a portare il peso del tuo popolo.

E poi devi ricordare che Pentecoste si declina sempre al plurale, sì, ma anche che il plurale di Dio è più ampio del tuo, come succede in questa storia. Lo Spirito chiama anche chi si situa al di fuori dei perimetri che noi vorremmo imporgli.

I nomi, ultimo dettaglio. I nomi dei due che sono chiamati ma non insieme agli altri. Eldad significa “Dio ha amato, Dio ama”. Incarna insomma chi di voi, anzi chi di noi, che si sente solido e convinto nella fede. Medad significa invece “Chi ama, Dio?” ed è la personificazione di colui che passa ancora attraverso il dubbio, colui o colei che cerca Dio, che si chiede ancora se Dio lo ami.

Ebbene – questo vale per ognuno di noi in questo tempio oggi – vi è una buona notizia per entrambi. Che tu ti senta più vicino a Eldad, il credente non arrogante ma sereno nella sua fede, o meglio rappresentato nella tua ricerca e nella tua sensibilità da Medad, dai suoi punti di domanda e dall’inquietudine della sua ricerca di fede, sappi che lo Spirito è ripartito su entrambi in parti uguali. Eldad o Medad, avrai la stessa responsabilità nel portare il peso, la speranza, il dolore, la gioia e la miseria del tuo e nostro popolo, di questa chiesa, di questo nostro mondo per il quale Cristo è morto ed è risorto.                                                                

(gianni genre)

Per rivedere il culto e seguire alcuni momenti significativi del Week-end della Riforma, vai su Facebook Vita delle Chiese di RBE:

https://it-it.facebook.com/vocedellechiese/

e sulla pagina Facebook della Chiesa valdese di Pinerolo:

https://it-it.facebook.com/Valdesi.Pinerolo

 

BUONA ESTATE!

***

Il Signore, il potente, origine e compimento di tutte le cose

Ti benedica, ti dia di crescere e di progredire, risponda alle tue speranze, dia frutto alle tue fatiche

E ti protegga, da ogni malvagità, ti sia d'aiuto nel pericolo e rifugio nell'angoscia

Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te, come il sole sulla terra dona calore, scioglie il gelo e dà gioia ai viventi

E ti dia la grazia, quando sei prigioniero della colpa, ti sciolga da ogni male, ti liberi

Il Signore alzi il suo volto su di te, veda la tua sofferenza, ascolti il tuo grido, ti guarisca, ti conforti

E ti dia la pace, il benessere del corpo e il bene dell'anima, amore e gioia

Amen, così vuole il Signore, che vive d'eternità in eternità, così è stabilito nei suoi disegni per te

J. Zink

 





pdf Foglio domenicale - 4 giugno 2017 - Pentecoste